Magnifica ristrutturazione dell\'altare sulla tomba di Sant\'Ignazio di Loyola alla Chiesa del Gesù

chiesa 2' di lettura 23/04/2008 - Mi reco sempre volentieri nella bellissima Chiesa del Gesù, ottenedo sempre un\'esperianza forte di spiritualita e di contemplazione del bello.Nel 1695 il gesuita fratel Andrea Pozzo (1642-1709) vinse il concorso pubblico per la ristrutturazione dell\'altare sulla tomba di Sant\'Ignazio di Loyola al Gesù.


La Rettoria del santissimo nome di Gesù all\'Argentina e la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa hanno oggi riportato alla venerazione dei romani la tomba di sant\'Ignazio di Loyola riproponendo la complessità del suo programma iconografico.


Ricordato quel lontano 22 aprile 1541 in cui sant\'Ignazio, con i suoi primi compagni, dette inizio canonico alla Compagnia di Gesù, con la professione dei voti religiosi nella Basilica di San Paolo fuori le mura oggi viene inaugurato il restauro di questa magnifica opera d\'arte.

Il soggetto del ciclo dell\'altare è l\'avventura terrena e spirituale di sant\'Ignazio che, attraverso la rappresentazione dei momenti più significativi della sua esistenza e con l\'ausilio della lettura dell\'Autobiografia e dei suoi Esercizi spirituali, indica la via della salvezza e della santità a tutti gli uomini che si soffermeranno in preghiera a venerarne la tomba. Tutto il dipinto è dedicato alla missione della Compagnia di Gesù di diffondere, sull\'esempio degli apostoli, il vangelo nel mondo.

Guardando l\'altare si manifesta la genialità dell\'intera composizione di Andrea Pozzo che rende la tomba di sant\'Ignazio un capolavoro indiscusso del nostro Barocco.

L\'uso di pietre e metalli preziosi, nonché il passaggio dalla bidimensionalità del dipinto alla tridimensionalità della scultura vivacizzata dagli effetti chiaroscurali del modellato e dalla brillantezza dei riflessi metallici segnano l\'importanza del momento che introduce i fedeli nella lettura ascendente della composizione e li proietta verso la realtà soprannaturale.

La coralità delle manifestazioni artistiche restituite al culto nella Chiesa del Gesù dimostra l\'importanza della conservazione nel luogo dove le opere d\'arte riacquistano la loro originaria ragion d\'essere e narrano la storia di cui sono stati silenziosi protagonisti.

Un sofisticato nuovo sistema di illuminazione permette con discrezione ed efficacia di \"leggere\" ancora oggi a distanza di quattro secoli l\'attualità del messaggio cristiano di sant\'Ignazio. Grazie al lavoro di un gruppo di restauratori coordinati da Paola Tollo e diretti dalla dottoressa Maria Pia D\'Orazio, è stato restituito alla Chiesa del Gesù e all\'intera Comunità di fedeli uno dei più celebri e ammirati capolavori del Barocco romano. Vale veramente la pena visitare nuovamente la cappella di S.Ignazio.






Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 aprile 2008 - 1080 letture

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