Crisi della politica e bene comune

3' di lettura 17/02/2009 - Il 13-14 febbraio 2009 presso la Domus Mariae di Roma si è svolta la XXIX edizione del Convegno Bachelet. Crisi della politica e bene comune. Alla ricerca di una rinnovata etica pubblica. Il convegno negli interventi è stato un analisi della situazione socio-politica-economica inchiave religiosa ma poco propositiva. 



Ecco alcune idee significative proposte nelle relazioni relazione .
Ivo Diamanti giornalista e docente università d\'Urbino. Oggi siamo di fronte a una società competitiva non si cerca più il bene il buono in politica. La politica ha eliminato il bene pubblico, ciò non è vero per tutti il ben comune esiste, metà degli italiani fanno volontariato. Siamo più buoni di quello che si dice gli italiani non sono razzisti. Esistono valori comuni come il lavoro al nord, l\'altruismo esiste, abbiamo bisogno del bene comune. Oggi esiste una crisi delle associazioni cattolica
Tabaci sostiene che la crisi è frutto del consumismo senza limiti. Oggi la politica è troppo liberista, siamo 7 miliardi, in occidente ogni americano consuma come 100 cinesi. La crisi è strutturale, i numeri fanno paura. Ci vuole una guida morale, crisi della politica è profondissima.



Rosi Bindi afferma che non si trova consenso predicando il bene. Siamo un grande paese grande costituzione, fatta da gente che ha sofferto nella libertà. Compito politica è creare il consenso sulle cose buone. Gli italiani non sono razzisti hanno paura, c’è una diffidenza del diverso. Crisi modello di sviluppo, bisogna uscirne con la democrazia. La crisi la subiscono i poveri che lottano tra loro. Svalutazione del lavoro. Con Bachelet bisogna ripartire dalla formazione della persona.
Truffelli Matteo univ. Parma. La politica e artifici e distacco perché c\'è individualismo e corporativismo. Oggi il politico è amministratore di condominio non è architetto. Ci sono come delle caste, sono enormi le responsabilità della politica sulla politica.
Nuovo ethos della politica quale contributo dei cattolici 14.2.09


Giuseppe Tognon della Lumsa Roma sostiene che le grandi città di oggi non sono cristiane ma c\'è vita si ricerca la felicità. Per il politico l\'amicizia è fondamentale. Carattere modale del bene comune. Coscienza amica. Oggi nella società manca l\'amico. Per la politica ci vuole una intelligenza multipla non il flautista magico. Importanza del concilio, la società non ha bisogno dei profeti di sventura



Per Cesana G. Comunione e liberazione, moralità è seguire la verità perché viene chiamata in causa la libertà. Politica possibilità di correggersi. È necessaria un\'appartenenza. Il cristianesimo è un lievito si produce una pianta originale, Dio parla attraverso l\'uomo.
Martinez S. Rns sostiene che la morale e personale e sociale. Economia e politiche senza morale sono negative. Isaia condanna confusione bene male. L\'autorità è in crisi ma ci vuole la solidarietà. Bisogna moralizzare la vita pubblica, ci vuole realismo cristiano governare con Cristo. Il papa giustamente auspica la formazione evangelica dei politici. Rigore morale,discernimento,competenza il politico deve essere uomo dello Spirito Santo.



Questo convegno ci fa capire che ci vuole un rinnovamento della politica, anche la chiesa ha bisogno di un rinnovamento per rinnovare la società. Cominciando da noi stessi mettendo al centro Dio che solo può guarire il cuore dell\'uomo e di conseguenza la società e la politica.






Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2009 alle 19:26 sul giornale del 17 febbraio 2009 - 1428 letture

In questo articolo si parla di giacomo campanile, politica, acli, napoli