Il Vangelo per tutti. Trafigurazione di Gesù. Mc 9,2-10

dipinto 2' di lettura 07/03/2009 - La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell\'insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18).


\"Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù\".

Le vesti di Gesù diventano bianche splendenti. Lo splendore del corpo si comunica anche alle vesti che sono il segno della misericordia di Dio che ricopre la nudità dell\'uomo. Nella resurrezione la veste non viene tolta, ma diventa \"gloriosa\" come il corpo di Gesù. La Chiesa nella liturgia può essere vista come veste del corpo di Gesù; diventa così partecipe della sua gloria.

Per i tre apostoli fu un esperienza unica essi stessi avevano visto ed udito una cosa straordinaria. Proprio questi tre apostoli sarebbero stati, più tardi, al Getsemani, testimoni della sofferenza di nostro Signore. L\'evento della trasfigurazione di Cristo è un\'evento teofanico.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l\'amato: ascoltatelo!».
Gesù è il Figlio Unigenito del Padre, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. La vita cristiana è una contemplazione continua di Gesù Cristo. Nessuna saggezza umana, nessun sapere possono penetrare il mistero della rivelazione. Solo nella preghiera possiamo incontrare Cristo e cominciare a conoscerlo nella luce taborica.
\"È bello per noi stare qui\", esclama Pietro, il quale \"non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento\". La fede pone a tacere la paura, soprattutto la paura di aprire la nostra vita a Cristo, senza condizioni. Tale paura, che nasce spesso dall\'eccessivo attaccamento ai beni temporali e dall\'ambizione, può impedirci di sentire la voce di Cristo che ci è trasmessa nella Chiesa. L\'episodio della trasfigurazione è uno sprazzo di luce che viene lanciato sul camino verso la croce.

La festa della trasfigurazione, che noi cattolici celebriamo il 6 agosto, nella Chiesa orientale è grandissima, almeno quanto la Pasqua perché indica il destino pasquale, trasfigurato, dei cristiani. Festa di luce, la trasfigurazione ripercorre la festa della croce: via lucis est via crucis. Anche i monti sono accomunati: Calvario e Tabor. Non a caso l\'episodio è inserito, nella nostra liturgia, durante il periodo di Quaresima, ma la trasfigurazione ha la stessa profondità di significato nella Chiesa d\'oriente che la considera icona della liturgia, perché è contemplazione della gloria del Signore.

L\'icona è di Raffaello ultima sua vita, opera in cui esprime la sublimità della trasfigurazione di Gesù.






Questa è un'intervista pubblicata il 07-03-2009 alle 23:59 sul giornale del 07 marzo 2009 - 1526 letture

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