Terrorismo e bombe immorali

2' di lettura 11/01/2010 - Oggi esiste un terrorismo non evidente, nascosto che fa più vittime di quello esplicito fatto di bombe e attentatori suicidi. E\' la denuncia del prof. Michel Schooyans, nel suo ultimo libro“Il terrorismo dal volto umano”

Si tratta del terrorismo dei colletti bianchi di alcune istituzioni internazionali che, attraverso una cultura che si presenta come suadente e progressista, vara e applica progetti miliardari per convincere le donne ad abortire e non costruire famiglie stabili; convince anziani e malati ad accettare l’eutanasia chiamata “morte dolce”; promuove pratiche di selezione e di produzione di embrioni di tipo eugenetico.

A denunciare questa nuova forma di dittatura è il prof. Michel Schooyans, docente emerito all’Università di Lovanio, dove insegna Filosofia politica ed Etica delle questioni demografiche.

Filosofo e teologo, il prof. Schooyans è membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e della Pontificia Accademia Pro Vita. Autore prolifico ha scritto e pubblicato più di venti libri tradotti in otto lingue differenti.


Il libro “Il terrorismo dal volto umano”, edito da Cantagalli, è la traduzione aggiornata dello stesso volume scritto e pubblicato nel 2006 da Schooyans in collaborazione con la ricercatrice Anne-Marie Libert.

Con una documentazione accurata e precisa. Schooyans denuncia i pericoli di questo “terrorismo dolce”, che con la sua ingegneria verbale mette a punto “bombe che fanno meno rumore e meno fumo” ma che hanno avuto l’effetto devastante di veicolare una “cultura di morte”.

Secondo l’autore belga questo nuovo terrorismo “sembra avere un volto umano, sembra favorire la libertà, mentre nella realtà cerca di trascinare gli uomini nella cultura della morte”.

Il prof. Schooyans spiega gli effetti nefasti di quella rivoluzione culturale di portata mondiale che ha rifiutato Dio e annichilito l’uomo, inseguendo l’utopia di una società che sta tentando di cancellare la speranza.

L’autore dimostra con esempi concreti e documentati  in che modo il senso naturale delle parole venga distorto al fine di imporre politiche contrarie alla vita e alla famiglia naturale.

A proposito dei programmi contraccettivi, l’autore ha scritto: “È risaputo che la pillola del giorno dopo causa un aborto precoce. E invece, dagli anni Cinquanta in poi, si è sempre giocato con le parole; le si commercia, si imbroglia la gente con i termini. Si continua a martellare la gente con un ragionamento mistificatore, così esplicabile: ‘Non c’è aborto prima dell’annidamento dell’ovulo fecondato. La pillola contraccettiva agisce prima; dunque essa non è abortiva’. Così si restringe il significato del concetto di ‘aborto’ per poter ‘stabilire’ il fatto che la pillola non è abortiva”. 






Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2010 alle 22:39 sul giornale del 12 gennaio 2010 - 1613 letture

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