Istituzione Universitaria dei Concerti: Enrico Bronzi alla guida dell'Orchestra di Padova e del Veneto

4' di lettura 29/10/2012 - Martedì 30 ottobre ore 20.30 - Inaugurazione ciclo Minerva Il pubblico lo ricorderà per le sue apparizioni con il Trio di Parma; ma il violoncellista Enrico Bronzi stavolta arriva con una intera compagine orchestrale, tra l'altro una di quelle orchestre che hanno scandito la storia della IUC negli ultimi lustri.

Programma
Haydn
Sinfonia n. 83 in sol minore «La gallina»
Boccherini
Concerto n. 8 in do maggiore per violoncello e orchestra G 481
Ghedini
Musica Concertante per violoncello e orchestra d’archi
Schubert
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D 485
In collaborazione con il CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica nell’ambito del progetto Circuitazione 2012
Un concerto di Enrico Bronzi e dell'Orchestra di Padova e del Veneto inaugura la serie di concerti serali della IUC.
Enrico Bronzi, nato a Parma trentanove anni fa, è uno dei più interessanti musicisti italiani della sua generazione. Violoncellista di fama internazionale, svolge un'intensa attività come solista e come membro del Trio di Parma, si è aggiudicato il concorso Rostropovich di Parigi, è stato primo violoncello dell'orchestra della Scala, ha vinto il Premio Abbiati dalla critica musicale italiana, collabora con musicisti del calibro di Martha Argerich e Gidon Kremer e suona nelle più importanti sale da concerto d'Europa, USA, Sud America ed Australia.
Da qualche anno si dedica anche alla direzione d'orchestra ed è già salito sul podio dell'Orchestra Mozart, su invito di Claudio Abbado, e di altre importanti orchestre italiane. All'Aula Magna alternerà l'archetto del violoncellista alla bacchetta del direttore.
Suonerà con lui l'Orchestra di Padova e del Veneto, un'ottima orchestra da camera che ha avuto il privilegio di avere come direttori principali l'illustre Peter Maag dal 1983 al 2001 (con cui ha inciso tra l'altro le nove Sinfonie di Beethoven) e poi Mario Brunello. Quest'orchestra ha inoltre suonato con prestigiosi direttori e solisti come Salvatore Accardo, Martha Argerich, Vladimir Ashkenzazy, Riccardo Chailly, Tan Dun, Ton Koopman, Alexander Lonquich, Radu Lupu, Mstislav Rostropovich, Uto Ughi e tanti altri, compiendo numerose tournées in Italia e all'estero.
Il programma è molto variegato e spazia dal Settecento di Haydn e Boccherini al Novecento di Ghedini, passando per l'Ottocento di Schubert. Apre il concerto la Sinfonia n. 83 in sol minore di Joseph Haydn, nota col titolo di "La gallina", per il breve motivo dell'oboe e dei violini che ricorda proprio il tipico verso di quest'animale da cortile. Questa scherzosa imitazione è indicativa dello spirito e del gusto ironico dello Haydn più maturo, incline a intrecciare con superba maestria stile colto e stile popolare, profondità e leggerezza, tensione intellettuale e piacevolezza dell'intrattenimento.
Segue il Concerto n. 8 in do maggiore per violoncello e orchestra (G 481) di Luigi Boccherini, pubblicato nel 1771, quando il compositore e virtuoso di violoncello lucchese era conteso dall'alta società francese e spagnola. Come gran parte della musica di Boccherini questo bellissimo concerto è stato dimenticato per circa due secoli ed anche oggi è eseguito di rado, mentre paradossalmente è molto più famoso un Concerto per violoncello attribuito a Boccherini ma quasi sicuramente falso.
Dopo l'intervallo Bronzi esegue la Musica Concertante per violoncello e orchestra d’archi di Giorgio Federico Ghedini, compositore piemontese nato nel 1892 e scomparso nel 1965, figura eminente nel panorama musicale italiano del secolo scorso sia come didatta (tra i suoi allievi Claudio Abbado e Luciano Berio) che come compositore. Ammiratore dei grandi maestri italiani del Rinascimento e del Barocco, volle far rinascere lo stile musicale di quei secoli fondendolo con il linguaggio novecentesco. Questo brano, scritto esattamente cinquant'anni fa, nel 1962, è tra gli esiti più alti di un compositore che merita di tornare ad occupare il posto di rilievo che negli scorsi decenni ebbe nella vita musicale italiana.
In conclusione la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore (D 485) di Franz Schubert. Scritta a diciannove anni, nel 1816, questa sinfonia ignora Beethoven, la cui drammaticità e grandiosità erano lontane dalla sensibilità del giovane Schubert, e guarda invece a Mozart, cercando di eguagliarne la leggerezza di tocco, l'equilibrio e la divina serenità: il precocissimo autore raggiunge qui il vertice della sua produzione sinfonica giovanile.
Il concerto rientra nella rassegna "Sapienza in Musica” realizzata con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale

Biglietti
Interi: da 15 euro a 25 euro (ridotti da 12 euro a 20 euro)
Giovani (under 30): 8 euro - Bambini (under 14): 4 euro






Questo è un articolo pubblicato il 29-10-2012 alle 23:18 sul giornale del 30 ottobre 2012 - 731 letture

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