Al via 'Occhi in rete': genitori e figli a scuola di educazione digitale

Computer informatica 5' di lettura 20/02/2013 - Più occhi vedono meglio di due, soprattutto davanti agli innumerevoli pericoli del web. E’ con questo obiettivo che nasce “Occhi in rete” un progetto, promosso da Roma Capitale, in collaborazione con la Polizia di Stato e il patrocinio del Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che punta a diffondere tra i minori e i loro genitori una maggiore consapevolezza di quali possano essere i rischi che si celano nella rete.

L’iniziativa, presentata dal vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, insieme con il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese davanti agli studenti del liceo classico Mamiani, è rivolta ad oltre 3.000 alunni delle scuole secondarie inferiori e superiori romane e a 600 genitori, e si articola in un percorso di educazione digitale per l’utilizzo responsabile del web, pensato su misura per le nuove generazioni.

“Occhi in rete” si prefigge, dunque, di insegnare ai più giovani come utilizzare in modo responsabile le nuove tecnologie fornendo loro una maggiore conoscenza della cultura della rete e dei nuovi media, senza tuttavia sottovalutare il fattore sicurezza. A tal proposito, nel 2012, i siti monitorati in tutta Italia dal servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni sono stati oltre24.600, di questi 461 sono finiti nella black list. Soltanto la Polizia Postale di Roma ha monitorato oltre 2.200 siti web. Ancora nel 2012 in tutto il Paese, per quanto riguarda i reati connessi alla produzione e diffusione online di materiale pedopornografico su un totale complessivo di 335 persone denunciate, di cui 78 arrestate dalla Polizia Postale, di queste 8 nella Capitale. Per quanto riguarda, inoltre, i reati contro la persona che comprendono lo stalking, le molestie, le minacce, le ingiurie e la diffamazione via web, la Polizia Postale ha ricevutonel Lazio 737 denunce, di cui 534 solo a Roma, alle quali si sommano altre 94 segnalazioni pervenute all’inizio del 2013.

Alla luce di questi dati, il progetto, che si avvale del coinvolgimento di un’équipe didattica formata da operatori qualificati, tra cui psicologi, esperti di informatica ed operatori della Polizia, da una parte punta a prevenire un’eventuale danno psicologico e fisico che potrebbe scaturire dall’utilizzo distorto della rete, dall’altra vuole rendere partecipi per la prima volta anche i genitori, poco coinvolti nelle dinamiche del mondo digitale e dei rischi ad essa collegati.

“Occhi in rete” vuole, infatti, sensibilizzare anche i genitori ad avere un ruolo più attivo nella sicurezza dei propri figli, fornendo loro alcuni semplici consigli che vanno dalle procedure per segnalare eventuali abusi a come attivare le impostazioni per la protezione della privacy a seconda delle fasce d’età e a conoscere la pericolosità dei siti internet. L’iniziativa avrà durata di 4 mesi per un totale di 120 giorni e coinvolgerà venti istituti scolastici di Roma. Il calendario prevede, dunque, circa venti incontri didattico-formativi, che si svolgeranno parallelamente per alunni ed adulti.

L’esperienza sul campo vuole mettere in luce i pericoli potenziali insiti nella rete ma anche cercare di infondere nei ragazzi la consapevolezza e gli strumenti per adoperare in maniera sicura e proficua mezzi di socializzazione quale e-mail, social networks, chat, forum e blog. Attraverso, poi, la somministrazione di questionari sarà possibile fornire dati ed informazioni indispensabili per meglio individuare le criticità e definire le future modalità e metodologie d’intervento nel delicato ambito dell’educazione digitale dedicata ai ragazzi. «Internet e i suoi strumenti sono i mezzi più utilizzati dalle nuove generazioni e in costante evoluzione. ‘Occhi in Rete’ vuole favorire un uso consapevole e sicuro del web, aiutando non solo i giovani a riconoscere e ad evitare potenziali rischi collegati al mondo digitale ma anche i loro genitori spesso ignari dei pericoli di internet». E’ quanto dichiara in una nota Sveva Belviso, vice sindaco di Roma Capitale.

«Uno dei fenomeni di distorsione nell’utilizzo improprio del web è il così detto cyberbullismo, - continua Belviso - un reato che negli ultimi anni ha visto coinvolti in fatti drammatici giovanissime vittime. Infatti, 4 minori su 10 sono testimoni di atti discriminatori online verso coetanei: il 67% per diversità fisiche, il 56% per quelle sessuali, il 43% perché stranieri. Ciò che è più allarmante, inoltre, è che il 72% degli adolescenti intervistasti ritiene che il cyberbullismo sia uno dei fenomeni più pericolosi perfino rispetto alla droga, al rischio di molestie da parte di un adulto, o al contrarre una malattia sessualmente trasmissibile. Aver promosso una campagna in tal senso, grazie all’ausilio della Polizia di Stato e del Miur, - aggiunge Belviso - vuole infatti essere un aiuto concreto e valido nei confronti dei cittadini della rete per renderli più consapevoli ed attenti alle minacce che si nascondo nel web. Negare l’accesso non risolverebbe, infatti, il problema ma significherebbe privare i ragazzi di opportunità importanti di crescita e di conoscenza. La sfida, invece, – conclude Belviso - consiste nel promuovere una politica educativa volta a ottimizzare le potenzialità di internet, facendone una risorsa invece che un possibile rischio».

«L’uso della rete ha assunto un ruolo centrale nella vita di ognuno di noi - afferma Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni - Internet costituisce una risorsa fondamentale soprattutto per i giovani per i quali ormai rappresenta un’occasione di crescita sia culturale che sociale, uno strumento di aiuto nello studio e nella ricerca di nuove informazioni».

«Questa realtà – continua Apruzzese - richiede che i ragazzi sappiano usare internet in maniera critica e sicura, e che acquisiscano le competenze necessarie affinché navigare nel web rimanga un’opportunità e non rischi di divenire un pericolo. È indispensabile, dunque – concludeApruzzese - di un’opera di sensibilizzazione e informazione continua, anche attraverso iniziative che concorrono a formare una nuova generazione consapevole sia delle potenzialità sia dei rischi della Rete».


da Ufficio Stampa

Comune di Roma

ufficiostampa@comune.roma.it

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2013 alle 22:46 sul giornale del 21 febbraio 2013 - 805 letture

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