PSD 2 e strumenti finanziari, dal digitale arriva una ventata di sicurezza

Nell’attuale situazione di incertezza, dovuta in primis alla situazione globale e poi alla crisi sempre più profonda del settore bancario, i piccoli e grandi risparmiatori, sia italiani che nel mondo, sentono forte la necessità di affidare i propri fondi alle migliori soluzioni dal punto di vista della sicurezza.

Ed è per questo che, in materia di regolamentazione dei servizi finanziari, digitali e non, l’Unione Europea ha pubblicato il 23 dicembre del 2015 il Payment Service Directive, seconda versione del precedente PSD.

L’aggiornamento è stato reso necessario a causa di una complessità latente sempre più alta del settore macro-economico, che è stato stravolto dall’intervento delle tecnologie digitali, in grado di rivoluzionare sia i metodi di pagamento che l’approccio stesso ad uno strumento finanziario. Sono sempre più i player nati sul mercato esclusivamente per fornire ad una clientela che aumenta giorno dopo giorno servizi sofisticati e all’avanguardia. Uno dei sistemi vincenti adottati negli ultimi mesi è quello dei TTP, i provider di terze parti che hanno la possibilità di accedere ai conti di pagamento per avviare saldi non basati su carte di credito – i cosiddetti PISP - e quelli che sono in grado di estrarre dai conti bancari preziose informazioni relative sia alla movimentazione delle somme che ai vari saldi (AISP).

L’intento del PSD 2 è senza dubbio quello di tutelare al massimo gli utenti, proponendo altissimi standard di sicurezza ed erogando il servizio all’insegna della trasparenza. Analoga situazione si sta verificando anche nel Forex, dove l’intero settore digitale, onde evitare di far fuggire i clienti davanti ad un numero sempre crescente di truffe e situazioni poco chiare, hanno istituito organi di regolamentazione nazionale ed internazionale. Alcuni player preferiscono assicurarsi una doppia “licenza”, sia locale che professionale e governativa in quanto “Markets” del Financial Instruments Directive – il cosiddetto MiFID. A garantire un ulteriore step di limpidezza è l’Investor Compensation Company Limited e la Securities and Futures Commission, strumenti a cui gli investitori accedono per avere a disposizione fondi adeguati per imprese di investimento. In Italia, gli utenti possono dormire sonni tranquilli se si affidano a broker che vantano la certificazione della CONSOB, acronimo della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. L’organismo ha il compito di monitorare attentamente sulla trasparenza delle operazioni di brokeraggio, difendendo gli internauti da eventuali truffe.

Lo sviluppo di suddetti sistemi di sicurezza sono dunque un presupposto fondamentale per lo sviluppo di strumenti digitali sia di tipo “classico”, come i siti web, sia di ultima generazione. Le applicazioni – meglio conosciute come app – migliorano il rapporto tra broker o istituti bancari e i clienti, riuscendo a fornire in maniera più precisa e puntuale informazioni utili a monitorare con la massima attenzione l’andamento della propria attività d’investimento. Un’arma in più per il consumatore, che attraverso l’analisi delle abitudini di spesa, consumo e risparmio, sarà in grado di migliorare la propria padronanza del mezzo finanziario e il senso di sicurezza nei confronti della tecnologia.

Ad ulteriore conforto dell’attività finanziaria, l’utenza potrà giovare della grande proliferazione di player, che, aumentando la concorrenza e diminuendo i prezzi, migliorerà sensibilmente sia la sicurezza – e quindi su infrastrutture tecnologiche standardizzate verso l’alto – sia sull’abbattimento dei costi. A “vigilare” sulla corretta erogazione del servizio finanziario, sugli standard di sicurezza che devono tendere all’alto e sulla massima trasparenza nel rapporto B2C sarà quindi la direttiva europea, che consentirà ai risparmiatori di tendere al digitale senza preoccuparsi costantemente di veder dilapidati i propri risparmi e di vederli indebitamente sottratti da alcuni protagonisti del mercato finanziario.





Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2017 alle 22:12 sul giornale del 16 gennaio 2017 - 228 letture - 0 commenti

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