Centocelle prova a reagire

2' di lettura 04/12/2019 - Gli abitanti del quartiere Centocelle si sono risvegliati il giorno dopo gli attentati incendiari a tre attività commerciali con una amara risposta delle Istituzioni locali: la militarizzazione" dell'area interessata.

Sono anni che alcune associazioni di quartiere denunciano alcune "criticità" che altro non sono che la madre di quanto successo recentemente e che, in sintesi, rappresenta solo la punta di un igeberg alla cui base ci sono problematiche sociali diffuse nel quadrante Est della città

Gli slogan riportati sugli striscini che hanno fatto da apripista alle due manifestazioni spontanee organizzate dai residenti in questi giorni altro non sono che l'epilogo di una disgrazia annunciata. Intere vie al buio, spazzatura ovunque, il verde abbandonato gradualmente nelle mani di pusher senza scrupoli, attività commerciali in difficoltà economiche e giovani che non hanno punti di aggregazione (se si esclude il mecDonald's di piazza dei Mirti). Franco, che in quel quartiere c'è nato, racconta: "Una volta via dei Castani era considerata la via del Corso di Centocelle, negozi illuminati e di qualità, ora, l'insicurezza e le continue rapine ai danni di passanti e commercianti hanno fatto morire tutto". Un passante, invece, pone l'accento sulla scarsa illuminazione presente su piazza dei Gerani e le vie circostanti dove i residenti evitano di passare a causa della micro delinquenza diffusa e ben radicata.

Un barista di via delle Palme ci racconta che: "Un tempo nel mio bar s'incontravano i ragazzi e gli uomini della via per leggere il giornale e giocare a biliardino, ora, gli italiani hanno venduto o affittato agli stranieri le loro case e non c'è più quella vita sociale di allora".

Negli anni si è lottato aspramente per sconfiggere le due pieghe del quartiere: droga e prostituzione che vedevano su viale Palmiro Togliatti un mercato fecondo ed indisturbato. Ma ora, quella stessa criminalità, si è trasferita all'interno del quartiere istituendo delle vere e proprie case chiuse per il business della prostituzione (se ne contano 5/6 fra centocelle e il vicino quartiere Alessandrino) e "punti di ritrovo" per pusher noti a tutti i residenti e per questo evitate ad arte.

La libreria "Pecora Elettrica", la pizzeria "Pinsa 155", e la birreria situata su una via vicina hanno una sola colpa; aver disturbato con la loro presenza lo spaccio di droga che necessità di strade socialmente morte.

Ora, gli abitanti, chiedono al Comune di Roma una maggiore presenza in termini di investimenti sulla vivibilità del quartiere e non una maggiore presenza di Vigili Urbani per fare multe a chi parcheggia male come avvenuto in questi giorni. Maggiori controlli nelle ore notturne e una presenza che scoraggi il proliferare di pusher che come gli scarafaggi compaiono nelle ore più buie.






Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2019 alle 15:59 sul giornale del 05 dicembre 2019 - 261 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bdED