Il ritorno di Marcello De Vito

2' di lettura 04/12/2019 - Un tempo, nel M5s. bastava ricevere un avviso di garanzia per essere espulsi (vedi il caso Pizzarotti a Parma). Quello che rappresenta un principio cardine della nostra Carta Costituzionale, la presunzione di innocenza fino a sentenza di terzo grado, per i Grillini rappresentava, un tempo non molto lontano, un retaggio arcaico di un privilegio di casta. Ma con il tempo le cose cambiana velocemente e radicalmente come insegna il nuovo caso giudiziario che ha coinvolto il Presidente dell'aula Giulio Cesare, onorevole Marcello De Vito

che ha deciso, con il suo comportamento, di inaugurare una nuova stagione politica all'interno del Movimento 5 Stelle ispirato al più sfrenato e costituzionale garantismo.

"Il tempo mi darà ragione" ama ripetere ai giornalisti colui che si è battuto per anni (quando era all'opposizione!) per un ritorno dell'onestà nelle istutuzioni di ogni livello e grado. Ed ancora frasi ripetute migliaia di volte da tutti coloro che venivano sottoposti alla lente della Giustizia: "Ho piena fiducia nella magistratura".

Ma Marcello De Vito decide di giocare duro e cala sul tavolo della politica romana la carta pesante: "Io resto al mio posto, se volete, sfiduciatemi" che equivale a dire ritorno alle urne anticipatamente e tutti a casa. Ma poi avviene qualcosa di incredibile; i colleghi che all'inizio ne chiedevano le dimissioni forti delle dichiarazioni di Luigi Di Maio ("Da noi i processati li cacciamo via dopo cinque minuti!") questa volta lo abbracciano in segno di 'bentornato' e il sindaco Raggi lo saluta cordialmente.

Tutto a posto, dunque? Ma certo.

Rassicurato da tutto ciò Marcello De Vito vuole stupire tutti e pronuncia la famosa frase ad effetto di Enzo Tortora: "Dove eravamo rimasti".

Peccato che il Presidente dimentichi un piccolo particolare che noi vogliamo ricordare ai lettori.

Enzo Tortora subì un arresto infamante e un processo fondato su false accuse montate ad arte da un gruppo di Camorristi. Solo alla fine di quel calvario giudiziario, e solo quando riuscì a dimostrare la sua completa estraneità ai fatti criminosi che gli venivano contestati, riapparve nella sua trasmissione Rai di successo "Portobello" e pronunciò quella famosa frase da uomo libero e innocente mentre, l'inchiesta dello stadio di Roma che vede coinvolto Marcello De Vito assieme all'amico ed ex socio avvocato Camillo Mezzacapo è appena all'inizio e lui non ha ancora dimostrato di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati.

Un piccolo particolare che fa comprendere chiaramente come cambia in fretta la morale!






Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2019 alle 17:09 sul giornale del 05 dicembre 2019 - 368 letture

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