ECP Srl illustra la L. 155/2017 sulla crisi d'impresa

3' di lettura 08/12/2019 - Si è tenuto il giorno 4 dicembre un importante e interessante convegno presso la Camera dei Deputati (sala Regina) promosso dalla società di processi gestionali ECP srl che ha avuto come tema la legge 155/17,ovvero, la nuova normativa relativa alla crisi d'impresa.

Parlare di crisi d'impresa oggi risulta un tema di grande attualità. Leggiamo ogni giorno notizie di marchi storici in difficoltà, di imprenditori che non riescono più a portare avanti i loro progetti, di operai e impiegati che rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada a causa della crisi economica. Ebbene, ECP srl, attraverso questo convegno ha voluto coinvolgere figure di grande spessore per condurle ad un tavolo comune e alla ricerca di un corretto ambito di applicazione della nuova e ancora poco conosciuta normativa che dovrà rappresentare nel futuro prossimo la base per un diverso approccio a fare impresa.

Una riforma del diritto fallimentare e degli strumenti risolutivi ad esso collegati si attendeva da anni. Ora è giunto il tempo di agire!

Al convegno hanno partecipato avvocati, commercialisti, esponenti delle Magistrature Superiori, delle Istituzioni e imprenditori sensibili alle novità della nuova legge che spiegherà completamente i suoi effetti ad agosto del 2020.Il moderatore, dott. Federico Foschini, consente al vicepresidente della Camera, onorevole Fabio Rampelli, di iniziare il dibattito con una premessa: "Le Istituzioni dovranno preoccuparsi sempre più di consentire ai cittadini e alle aziende di creare benessere e ricchezza per l'Italia così da lasciarci alle spalle la crisi economica".

Fra i molti interventi che si sono susseguiti ne citeremo solo alcuni che hanno posto l'attenzione su elementi di spunto davvero interessanti come quello del Presidente Aggiunto del Consiglio di Stato dott. Sergio Santoro che ha evidenziato come questa riforma dovrà dare un contributo di contenuto e non solo di cambio di terminologia giacché non sarà sufficiente rinominare il "fallimento" in "liquidazione giudiziaria" per risolvere il problema delle imprese in difficoltà.

Gli fa eco l'avvocato Claudia Abatecola che, fra le altre cose, ha auspicato un salto culturale dell'approccio alla crisi d'impresa che deve vedere una maggiore attenzione alle procedure di allerta e agli indici di bilancio piuttosto che un intervento nella fase patologica (che spesso risulta poco utile per l'azienda).

Quindi la legge dovrà essere uno strumento di prevenzione e non di morte assistita.

Non sono mancati atteggiamenti più critici verso la normativa come, ad esempio, l'avvocato Daniela Campus che, nel breve tempo concessole, ha evidenziato aspetti che necessitano a suo avviso di una correzioni in corsa da parte del legislatore.

Molto applaudito l'intervento del dott. Guido Di Martino, amministratore delegato di Structogram Italia che ha spostato l'attenzione su un piano più emozionale dell'azienda e dei suoi attori, siano essi dirigenti o impiegati/operai.

Le conclusione sono state affidate, come già nel precedente incontro, al dott. Pietro Zappaterreno che ha preferito collegare idealmente questo incontro con il precedente tenutosi il 26 giugno e tirando le conclusioni con un provocatorio: "E quindi?" come a voler invitare i presenti ad una piena e consapevole presa di coscienza sulla nuova normativa che sicuramente offre delle nuove opportunità per le aziende da cogliere al volo attraverso una corretta analisi delle anomalie e una rapida risoluzione delle evidenze dei processi di crisi.






Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2019 alle 09:46 sul giornale del 09 dicembre 2019 - 355 letture

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