La caduta infinta dei pini romani

2' di lettura 26/12/2019 - Il vento che ha sferzato il centro sud in questi giorni non ha risparmiato la Capitale che, anzi, mostra ancora oggi, e a distanza di alcuni giorni, segni evidenti del suo violento passaggio. Infatti, passeggiando per Roma si possono notare ancora alberi straiati sui marciapiedi e grossi rami 'parcheggiati' al posto delle automobili. Denominatore comune? Sono tutti rivestiti di nastro giallo della Polizia Locale e lasciati lì in attesa di un futuro e incerto intervento di rimozione.

Quindi, dopo il danno la beffa, si potrebbe affermare notando come, in caso di eventi atmosferici avversi come quello dei giorni scorsi, la macchina organizzativa che dovrebbe liberare la città da tronchi, rami e foglie e che creano non poche difficoltà agli abitanti, proceda a rilento e a rinvii. Complice il periodo natalizio che certamente ha il suo peso nella faccenda, complice anche la straordinarietà dell'avento, tuttavia, non si riesce a comprendere come la Capitale, ancora oggi, non si sia premunita di strumenti idonei a far fronte alla scia di danni che precipitazioni abbondanti (bombe d'acqua) e venti che sfiorano i 90 km/h provocano con sempre maggior frequenza.

Ma quanto stiamo narrando non vuole essere una semplice critica ai ritardi degli interventi che seguono dopo tali aventi atmosferici quanto il rammarico per ciò che da decenni non si riesce a fare nella Capitale, ovvero, una costante, sistematica e professionale manutenzione degli oltre 300 mila alberi che collocano Roma al primo posto come verde urbano in europa.

Non c'è bisogno della consulenza di Greta Tumberg per comprendere che il clima in Italia sta subendo delle profonde trasformazioni; è sotto gli occhi di tutti. Ma, forse, non sotto quelli del sindaco di Roma che dopo tre anni di governo non si è ancora dissociata dalla politica dei suoi predecessori reiterando, in tal modo, lo stesso sciatto e dozzinale comportamento fondato su interventi d'emergenza e a scapito di una condotta che ponga al primo posto la manutenzione del verde pubblico e la sua messa in sicurezza in modo da limitare i danni durante eventi difficilmente prevedibili o controllabili.

Sono di questi giorni gli interventi delle opposizioni, in particolare Fratelli d'Italia, che per voce del loro esponente al comune Francesco Figliomeni chiede l'avvio di una stagione manutentiva del verde romano per evitare di vedere "alberi che cadono continuamente". Stesso tono usato dall'esponente consiliare del PD Zannola che, ironizzando sulle continue ordinanze del sindaco Raggi, afferma: "Sembrano ordinanze utili a salvare più la coscienza che la sicurezza e l'incolumità dei cittadini".






Questo è un articolo pubblicato il 26-12-2019 alle 15:59 sul giornale del 27 dicembre 2019 - 180 letture

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