La Giunta Raggi rinuncia a 700 milioni

3' di lettura 04/01/2020 - Nei giorni scorsi il comune di Roma ha approvato la Legge di Bilancio rispettando i termini previsti e accompagnando tale approvazione da un eccesso di entusiasmo incomprensibile da parte di molti. Infatti, anche Marino che veniva additato dall'allora opposizione grillina il male assoluto per la città, realizzò lo stesso obiettivo ma senza mai festeggiare tale evento di ordinaria amministrazione. Ma la verità sui festeggiamenti dei 5 stelle vuole coprire, come rivelato dal Messaggero, un'altra realtà.

Infatti, il reportage del Messaggero, accende una luce inquetante sul 'prezzo' che l'approvazione della legge di bilancio da parte della Giunta Capitolina guidata dai 5 stelle dovra pagare la città di Roma in termini di riduzione di efficenza e manutenzione della città stessa. Se ripercorriamo le fasi della gestione Raggi ci accorgiamo, infatti, che uno dei motivi addotti a giustificazione dei forti disservizi di Roma è stato sempre, da una parte, il paventato dissesto lasciato dai governi precedenti e, dall'altro, la cronica mancanza di danaro per affrontare quelle sfide infrastrutturali di cui la Capitale necessita con urgenza.

Ebbene, stando a quanto rivelato dal giornale romano, ci rendiamo conto che nulla di tutto ciò corrisponde al vero in quanto il sindaco Raggi e il suo collaboratore Gianni Lammetti si sono potuti permettere addirittura il lusso di rimandare al mittente ben 700 milioni di euro destinati alla relizzazione di opere pubbliche. Avete capito bene!

Dunque, fra un balletto natalizio e una ordinanza disattesa a capodanno, il sindaco Raggi ci ha regalato un corposo taglio alle risorse che andavano destinate alla cura delle strade, al riammodernamento della flotta autobus, alla Sanità già in grave emergenza, alla Scuola e tanto altro ancora. Ma il tutto è stato reso possibile solo grazie all'incapacità gestionale e programmatica della maggioranza grillina nel programmare per tempo e correttamente ciò che andava fatto nell'interesse della città. Ora, l'approvazione necessariamente frettolosa del bilancio, porta in sè la tragicoimica necessità di dover rinunciare a tali risorse vitali per rimettere in moto alcuni progetti dell'urbe.

Ma scorriamone alcune delle opere 'saltate' per comprendere la reale e non retorica portata del danno:

1) Messa in sicurezza di via Como (-515 mila);

2) Completamento dell'accesso alla stazione metro Jonio (-6,8 milioni);

3) Installazione nuovi impianti di videosorveglianza (-500 mila);

4) Realizzazione linea tram Cavour-Lanza (-1,16 milioni).

Di una cosa siamo certi e al di là degli schieramenti politici. Questi fondi (oltre ad altri soldi non impiegati in quanto collegati alla spesa corrente) sarebbero stati utili per migliorare la qualità della vita dei romani come riduzzione delle buche, avviamento di lavori per la realizzazione di impianti di nuova generazione per il trattamento dei rifiuti, riduzione di tributi locali come la TARI che per i romani rappresenta l'aliquota più ingiustificatamente alta d'Italia.

E a nulla è valsa la smentita dell'assessore Linda Meleo che, strampalatamente, ha tentato di rettificare quanto riportato dal Messaggero con un lungo post sui social (nuovo strumento di comunicazione politica!). A lei vorremmo ricordare che, a volte, c'è più dignità nel tacere che nel tentare di difendere l'indifendibile.

di Alessandro Coricello






Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2020 alle 19:26 sul giornale del 05 gennaio 2020 - 324 letture

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