Rifiuti; anno nuovo, emergenza vecchia

2' di lettura 08/01/2020 - L'arrivo del nuovo anno non ha portato grosse novità sul fronte dell'emergenza rifiuti a Roma, anzi, le ultime notizie che giungono ci rappresentano una situazione completamente fuori controllo e, altresì, aggravata ulteriormente dai dissensi interni alla maggioranza grillina che appare divisa al Campidoglio come nei municipi direttamente coinvolti dall'emergenza dove, alle dimissioni di alcuni consiglieri, ne seguiranno altri.

Da Torrevecchia a Portuense, da villa Bonelli a Colle Salario, per citare solo alcuni dei quartieri coinvolti. Ma l'elenco sarebbe lunghissimo e distribuito su tutti e quattro i quadranti della città di Roma. Le scene cui stiamo assistendo in questi giorni non sono dissimili a quelle viste a Capodanno o al giorno dell'Epifania. Cassonetti in fiamme un pò ovunque, marciapiedi pieni di sacchetti della spazzatura, mobili, frigoriferi, materassi che giacciono abbandonati da giorni e che diventano l'occasione (da parte di qualche cittadino esasperato) per compiere atti vandalici che mai devono essere compresi o giustificati poiché la protesta per una amministrazione 'fantasma' che non riesce più a gestire nessuna emergenza deve essere manifestata attraverso la civiltà e gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. L'aria della Capitale, soprattutto nelle ore notturne, ha il puzzo nauseante dei roghi che stanno impegnando Polizia Locale e Vigili del fuoco in un lavoro fuori dalla normalità e peggiorando la qualità dell'aria respirabile al centro così come in periferia.

Nello stesso momento in cui scriviamo ci giungono voci di roghi in altri quartieri della città forse "contagiati" da questa illegale forma di protesta che sta producendo danni enormi per le collettività. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro. La domanda che ci poniamo tutti è se si tratti di episodi 'spontanei', alimentati dal semplice senso di impotenza e abbandono di alcuni cittadini oramai esasperati, oppure, se ci sia una regia unica e occulta in tutto ciò, magari, una strategia criminoso dettata da seconde finalità e che ha trovato nell'inerzia politica della Capitale nuovi spunti speculativi.

Nella prima ipotesi sarebbe più giusto incanalare la rabbia collettiva attraverso manifestazioni magari sotto il Campidoglio per pretendere il rispetto del "contratto" che questa Giunta ha sottoscritto con i cittadini il giorno in cui ha vinto (largamente) le elezioni o, in alternativa, chiedere le dimissioni del sindaco Raggi che la cittadinanza tutta non riconosce più come parte leale e rispettosamente adempiente di quell'impegno che voleva al centro gli interessi della città e dei cittadini, un miglioramento della vita dei suoi abitanti, dei servizi di trasporto e una nuova viabilità che rompessero definitivamente con il passato.

di Alessandro Coricello


di Alessandro Coricello
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Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2020 alle 09:56 sul giornale del 09 gennaio 2020 - 257 letture

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