Incentivi anti COVID-19 per aziende: come accedere al credito d’imposta al 50% per la sanificazione

4' di lettura 23/04/2020 - Tra le agevolazioni fiscali messe in campo dal Governo per supportare piccole e medie imprese nel corso della complessa transizione alla “fase 2” dell’emergenza Coronavirus rientrano anche gli incentivi studiati per la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro.

La riapertura di negozi e ditte e, più in generale, la ripresa delle attività, potrà avvenire solo di pari passo con l’adozione delle dovute misure di sicurezza mirate a prevenire possibili contagi.

Per limitare l’impatto dei necessari investimenti, è stato appositamente varato il cosiddetto “bonus sanificazione”, un pacchetto di agevolazioni introdotto dal DL n. 18 del 17 marzo e ampliato dal successivo DL n. 23 dell’8 aprile 2020.

In questo articolo, riassumiamo le categorie di interventi che potranno beneficiare delle detrazioni per il periodo d’imposta 2020 e le modalità di accesso agli incentivi anti COVID-19 per le aziende.

Igienizzazione e sanificazione di uffici, negozi e ambienti di lavoro

L’articolo 64 del “Decreto Cura Italia” (DL 23/2020) introduce la possibilità di accedere ad un credito d’imposta del 50% riservato a tutti gli “esercenti attività d’impresa, arte o professione” (dunque aziende e liberi professionisti) per lo svolgimento di interventi mirati alla sanificazione degli ambienti di lavoro.

Viene fissato un tetto massimo pari a 20.000 per ciascun beneficiario, somma superata la quale non sarà possibile continuare ad avvantaggiarsi dello sgravio fiscale. I fondi stanziati a sostegno di questo incentivo sono pari a 50 milioni di euro (una somma probabilmente destinata ad essere rivista per ampliare la platea delle aziende aventi diritto).

I trattamenti di sanificazione ambientale non vanno confusi come le normali attività di pulizia dei luoghi di lavoro: le strutture ricettive, ad esempio, dovranno sì aumentare la frequenza delle normali pulizie nelle stanze e negli spazi comuni, sempre nel rispetto delle norme per la prevenzione di nuovi focolai, ma dopo aver in primis provveduto alla sanificazione dell'hotel nell'ottica dell'eliminazione di ogni tipo di microrganismo.

Gli interventi di sanificazione hanno infatti l’obiettivo di ridurre la carica microbica presente all’interno dei locali, ovvero di diminuire la concentrazione di batteri, virus e altri microrganismi, patogeni o meno, riportandola entro standard considerati sicuri per la salute.

Le attività di sanificazione mirate all’eliminazione degli agenti patogeni possono essere basate su protocolli, tecnologie e strumenti diversi. Il metodo di intervento più comune consiste nell’utilizzo di apposite lance per la diffusione di soluzioni nebulizzate contenenti agenti chimici disinfettanti (che sanificano gli ambienti di lavoro in tempi rapidi e senza lasciare residui). In alternativa, è possibile ricorrere a trattamenti basati sull’impiego di generatori d’ozono, apparecchi che diffondono questo gas dall’azione antimicrobica nell’aria fino al raggiungimento della corretta concentrazione, inattivando ben oltre il 90% dei batteri, virus, spore e microrganismi presenti.

L’accesso agli incentivi del bonus sanificazione prevede vari obblighi a carico dell’azienda. In primis, vi è quello di richiedere l’intervento di ditte specializzate nei trattamenti di disinfestazione, igienizzazione e sanificazione, in possesso della regolare abilitazione (secondo DM 274/1997 lettere C, D ed E). Questo allo scopo di accertarsi che il personale incaricato sia effettivamente in possesso dei requisiti necessari per un’esecuzione dei lavori efficace e in sicurezza.

In secondo luogo, sarà dovere del committente conservare tutta la documentazione relativa agli interventi effettuati, tra cui naturalmente ricevute e fatture di pagamento ed eventuali certificazioni rilasciate dalla ditta per attestare l’avvenuta sanificazione.

Acquisto di mascherine, guanti, gel disinfettanti e dispositivi di protezione collettiva

L’articolo 30 del “Decreto Liquidità” (DL 23/2020) estende il quadro degli incentivi previsti dal precedente decreto legge in relazione all’adozione delle nuove misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, includendo all’interno del bonus sanificazione anche le spese sostenute dall’azienda per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI), di gel disinfettanti per le mani e di dispositivi atti a limitare i contatti tra personale e pubblico (ad esempio i pannelli di protezione in vetro o plexiglass).

Obiettivo dei nuovi incentivi, naturalmente, è quello di supportare PMI e liberi professionisti anche nell’acquisizione di mascherine, guanti, tute protettive, occhiali, visiere, calzari e ogni altro dispositivo di protezione individuale utile a ridurre l’esposizione a possibili agenti patogeni. Stesso discorso si applica alle soluzioni disinfettanti per le mani e agli appositi erogatori, che secondo le nuove norme di sicurezza sui luoghi di lavoro dovranno essere sempre presenti (specie nei pressi di casse, schermi touch e dispositivi pos per quanto riguarda i negozi).

Rimangono validi i limiti e i requisiti visti in precedenza: l’importo massimo delle agevolazioni fiscali resta pari a 20.000 euro (inclusi gli interventi di sanificazione), come pure a carico dell’azienda resta l’onore di produrre tutta la documentazione relativa agli acquisti effettuati.






Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2020 alle 15:54 sul giornale del 23 aprile 2020 - 382 letture

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