Scuola: accordo preso in maggioranza, concorso dopo l'estate

2' di lettura 25/05/2020 - Accordo chiuso nella maggioranza sul decreto scuola. L'intesa, dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, è stata trovata: il concorso per i precari ci sarà ma dopo l'estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta.

Accordo chiuso nella maggioranza sul decreto scuola. L'intesa, dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, è stata trovata: il concorso per i precari ci sarà ma dopo l'estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta. "Soddisfazione", a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, da parte del premier. La proposta di Conte sul concorso straordinario per i docenti è stata ''accolta'', spiegano le stesse fonti che aggiungono: ''resta la prova selettiva in entrata per l'assunzione di 32mila insegnanti. Si terrà dopo l'estate e sarà in forma scritta, con consegna di un elaborato, senza quiz a risposta chiusa''. La soluzione, si spiega, ''permette di combattere il precariato garantendo la meritocrazia''. ''Bene la soluzione sul concorso straordinario per la scuola'', ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina che si definisce, dunque, ''soddisfatta''. ''Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. Abbiamo 78 mila insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo fra concorsi ordinari e concorso straordinario. Sono numeri importanti e dobbiamo fare presto'', prosegue. ''La proposta del Presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti'', spiega la ministra che sottolinea: ''Viene accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette che erano stati previsti nel decreto scuola votato a dicembre in Parlamento. Questa prova sarà sostituita con uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica''. Continua Azzolina: ''Ora occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti. Stiamo rispondendo anche ad una precisa richiesta delle famiglie che vogliono, a ragione, certezze sulla qualità del nostro sistema di istruzione e sul suo futuro. Le scelte che facciamo oggi avranno infatti ripercussioni nei prossimi anni''.






Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2020 alle 09:12 sul giornale del 26 maggio 2020 - 254 letture

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