Un chip per collegare un cervello a un computer: Elon Musk presenta al mondo la nuova sfida di Neuralink

2' di lettura 31/08/2020 - Possibile rivoluzione nel mondo della medicina e della cibernetica: Elon Musk , il 49nne imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese, naturaizzato statunitense, si sta preparando a scrivere una nuova pagina di storia con la sua Neuralink, società che si occupa di intelligenza artificiale.

Musk non è certo nuovo a innovazioni di portata mondiale: è, tra l'altro, fondatore di Space Exploration Technologies Corporation, azienda che studia le possibilità di trasporti interplanetari di massa, e cofondatore di Tesla (società USA così chiamata in onore del rivoluzionario inventore balcanico novecentesco Nikola Tesla, e specializzata nella produzione anzitutto di auto elettriche) e di PayPal,il sistema che ha rivoluzionato, nell'ultimo decennio, i metodi di pagamento.

Ora la Neuralink si prepara a mettere a punto un sistema in grado di entrare nel cervello umano, per curare malattie come paralisi, cecità e problemi legati alla frattura della colonna vertebrale: sistema attualmente alla fase dei test sugli animali. Si tratta di uno strumento che ha le dimensioni di una moneta e che andrebbe inserito anzitutto nella scatola cranica.

Secondo il grande progetto di Musk, la tecnologia in questione potrebbe essere utilizzata per curare pazienti con paralisi alle gambe o cecità, ma anche malati di Alzheimer, insonnia e dipendenze varie: si propone, insomma, come un possibile presidio terapeutico per patologie legate al cervello.

L’apparecchio andrà a stimolare i neuroni cerebrali, e dovrebbe collegarsi al telefono cellulare attraverso una serie di applicazioni, al momento in progettazione. La rottura della colonna vertebrale, ad esempio, comporta - com' è noto - l’interruzione della trasmissione di impulsi elettrici dal cervello alla parte del corpo rimasta isolata. Ora, l’apparecchio della Neuralink potrebbe andare a ripristinare questo collegamento con l’installazione di due pezzi, uno nella scatola cranica e uno sotto la frattura.

Musk, presentando alla stampa l' invenzione, ha parlato ovviamente anche di costi. Se il programma dovesse essere portato a termine, sarebbe lanciato a prezzi inevitabilmente elevati. Ma è evidente che un' invenzione del genere, che, se adeguatamente prodotta e pubblicizzata, potrebbe rivoluzionare in positivo la vita di milioni di pazienti al mondo, non può restare una medicina per superricchi: l'obbiettivo della Neuralink è (così come, ad esempio, finalmente sta iniziando ad accadere con le macchine elettriche) abbassare i costi di produzione in tempi brevi, arrivando a poche migliaia di euro.

Lo strumento, ora, come dicevamo è in fase di sperimentazione. La strada verso il futuro è lunga e Musk, pubblicizzando l'invenzione, probabilmente intende anche coinvolgere menti brillanti di tutto il mondo,disposte a cooperare al grande progetto. L'essenziale, aggiungiamo, è anche che un' invenzione di questa portata non susciti gli "appetiti" di gerarchie industriali e politico-militari attratte dall'idea di utilizzarla anche per folli progetti di dominio mondiale delle menti.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 31-08-2020 alle 21:53 sul giornale del 01 settembre 2020 - 141 letture

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