Nuova ricerca sulle tecniche pittoriche di Raffaello: a Villa Farnesina, grande mostra da ottobre a gennaio 2021

2' di lettura 02/09/2020 - Un'altra scoperta illumina maggiormente le tecniche pittoriche dei grandi maestri rinascimentali, e specificamente di Raffaello Sanzio, l'"Alessandro Magno della pittura", diremmo, morto, come il condottiero macedone, a soli 33 anni, nel 1520 (un anno dopo l'altro "mostro sacro" Leonardo da Vinci).

Per dipingere il blu del cielo e del mare che fanno da sfondo all'affresco "Trionfo di Galatea", nell'omonima loggia di Villa Chigi,meglio conosciuta come Villa Farnesina (il capolavoro cinquecentesco dell'architetto Baldassarre Peruzzi, edificato vicino Via della Lungara a Trastevere, oggi sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei), Raffaello aveva messo a punto un esperimento unico. Ricreando in bottega il celeberrimo "blu egizio", il primo colore artificiale della storia, il cui uso si era perso dopo la fine dell'Impero romano, sostituito dai lapislazzuli (esperimento, osserviamo, più fortunato del tentativo, molti anni prima, di Leonardo di ricreare, a Firenze, la storica tecnica romana dell'affresco "ad encausto").

È il risultato - che è stato anticipato dall'ANSA - di una ricerca sui materiali dell'affresco guidata dal professor Antonio Sgamellotti, accademico dei Lincei, e condotta insieme ad ENEA, IRET-CNR, Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, XGLab-Bruker.

È la prima volta, ha sottolineato Sgamellotti, "che si ritrova in un'opera di Raffaello questo pigmento, il cui uso per la Galatea, non a caso un soggetto mitologico, può essere nato proprio dagli studi e dal grande interesse dell'Urbinate per il mondo antico". Lo studio, eseguito per i 500 anni dalla morte del pittore, sarà presentato in occasione della mostra "Raffaello in Villa Farnesina. Galatea e Psiche", curata da Sgamellotti e da Virginia Lapenta. Che si terrà dal 6 ottobre al 6 gennaio 2021 appunto nella villa progettata da Baldassarre Peruzzi e decorata da Raffaello insieme ad altri grandi nomi della pittura dell'epoca, dallo stesso Peruzzi a Sebastiano del Piombo, sino ai probabili interventi del seicentesco Gaspar Dughet e del terzo componente della "triade eletta" della pittura rinascimentale: Michelangelo Buonarroti, amico-rivale di Raffaello.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2020 alle 23:50 sul giornale del 02 settembre 2020 - 334 letture

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