“Il Quirino in Galleria Sciarra”: dal 5 settembre al 31 ottobre, le serate organizzate dal teatro nel celebre sito liberty

3' di lettura 06/09/2020 - "Nella totale assenza di eventi organizzati dal Comune, è senz'altro positivo che, a Roma, un privato, esattamente il "Quirino", primo teatro dell' Urbe per numero di spettacoli e numero annuale di abbonati, abbia saputo organizzare una serata come questa, di alto livello culturale e gastronomico. Serata per la quale ringraziamo senz’ altro l' ANAC, per averci concesso di usare uno spazio di straordinaria importanza come questo della Galleria Sciarra".

Geppy Glejeses, attore, drammaturgo, regista teatrale, oggi Presidente e Direttore artistico del "Quirino", così ha introdotto. sabato 5 settembre, la prima delle serate che il teatro organizza, ogni sabato alle 20,30, nella Galleria Sciarra, in Via Marco Minghetti a due passi dall' entrata del teatro stesso.

Sito di grande interesse storico-artistico, la Galleria Sciarra, piccolo capolavoro dell'architettura liberty, fu costruita negli anni 1885- '88, per volere del principe Maffeo Barberini di Colonna Sciarra (tra i protagonisti della vita politico-mondana della Roma umbertina), su progetto dell'architetto Giulio De Angelis. Che realizzò un ambiente relativamente piccolo, concepito soprattutto per collegare tra loro vari spazi della proprietà e dell'attività del principe: con un florilegio di balconi, colonne decorate in stile, diremmo, tra il liberty e il pompeiano, e molto impiego, anche, di materiali come la ghisa (all'epoca usata nelle nuove costruzioni) e il ferro. La decorazione, tutta in stile liberty, fu realizzata poi dall' artista Giuseppe Cellini (possibile discendente del grande Benvenuto), sviluppando il tema -innovativo per l'epoca - della “Glorificazione della donna”, con la rappresentazione di modelli di virtù femminili (“La Pudica”, “La Sobria”, “La Forte”, “L'Umile", ecc...) e di scene di vita quotidiana borghese: l'affresco a sinistra della prima finestra visibile, in alto sulla sinistra entrando da Via Marco Minghetti, ritrae un giovane Gabriele D'annunzio, negli anni del suo soggiorno romano (1881-'91), intento a corteggiare una bella dama.

Grazie a un accordo con ANAC e la banca statunitense Morgan Stanley, il Quirino ha organizzato una serie di incontri gastronomico-culturali, nella cornice appunto della Galleria Sciarra, dal 5 settembre al 31 ottobre (programma visibile su www.teatroquirino.it). Alla cena, o apericena (a cura del ristorante “Angolo Sciarra” e di “Quirino Food”), servita a tavolino nella Galleria, segue una serata musicale o teatrale di rilievo. Sono in programma, tra l’altro, la pièce teatrale di Casini-Prati-Suriano “Un tè per due regine” (sull’incontro del 1948, alla Biennale di Venezia, tra due mostri sacri dell’arte contemporanea come la collezionista Peggy Guggenheim e la studiosa Palma Bucarelli, in seguito Direttrice della Galleria Nazionale d’ Arte Moderna a Roma), e spettacoli musicali in memoria di Mia Martini, Alberto Sordi, Giorgio Gaber; nonché concerti di classica, jazz e altro.

La serata inaugurale del 5 settembre, “Musicalmente liberty”, ha visto ottimi interpreti, come i soprano Cristina Piperno e Francesca Salvatorelli, e il tenore Matteo Mezzaro, cimentarsi – col maestro Mirco Roverelli al pianoforte – con brani storici, tipici del periodo liberty: dal celeberrimo valzer della “Vedova allegra” di Lehar a brani dei pucciniani “Gianni Schicchi” e “La Bohéme”. Sino a “cavalli di battaglia della musica leggera del primo Novecento, come “Non ti scordar di me” e “Torna a Surriento”. Un pubblico di qualità ha seguìto attentamente tutto, in un’atmosfera che ricordava i raffinati “Cafè chantant” di fine ‘800- primi del ‘900.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 06-09-2020 alle 15:35 sul giornale del 07 settembre 2020 - 193 letture

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