All'Angelus di Domenica 6 settembre, Papa Francesco parla di senso della comunità, perdono e riconciliazione

3' di lettura 07/09/2020 - All' Angelus di Domenica 6 settembre, Papa Francesco si è soffermato sui temi - essenziali nella cultura cristiana - del rapporto tra la comunità e chi sbaglia, del perdono e della riconciliazione:"Facciamo uno sforzo: niente chiacchiere, che chiudono il cuore della comunità. Il grande chiacchierone è il Diavolo che sempre va dicendo le cose brutte degli altri. Perché lui è un bugiardo che cerca di disunire la Chiesa, allontanare i fratelli e non fare comunità. Facciamo lo sforzo di non chiacchierare. La Chiesa faccia uno sforzo per evitare la chiacchiera, il pettegolezzo».

Come si vede, il Pontefice ha richiamato la figura del Diavolo proprio nel suo senso etimologico ("Diabolos", termine greco che vuol dire "calunniatore", in senso sia sociale che giudiziario, e, per esteso, chiunque sparlando degli altri tenda a dividere, a spargere zizzania tra i membri di una comunità). E ha paragonato addirittura al coronavirus il male fatto dai commenti malevoli, anche all’interno della stessa Chiesa.

Bergoglio l' ha detto a proposito proprio del passo di Matteo del Vangelo del 6 settembre: «Per correggere il fratello che ha sbagliato, Gesù suggerisce una pedagogia del recupero, articolata in tre passaggi. In primo luogo dice: `Ammoniscilo fra te e lui solo´, cioè non mettere in piazza il suo peccato. Si tratta di andare dal fratello con discrezione, non per giudicarlo ma per aiutarlo a rendersi conto di quello che ha fatto; tuttavia, può avvenire che, malgrado le mie buone intenzioni, il primo intervento fallisca. In questo caso è bene non desistere: si arrangi, me ne lavo le mani, no, questo non è cristiano, ma ricorrere all’appoggio di qualche altro fratello o sorella». Ha aggiunto il Papa: «I due testimoni sono richiesti non per accusare e giudicare, ma per aiutare, per il recupero". Ma «Anche l’amore di due o tre fratelli può essere insufficiente. In questo caso, spiega Gesù, “dillo alla comunità´, cioè alla Chiesa. In alcune situazioni tutta la comunità viene coinvolta. Ci sono cose che non possono lasciare indifferenti gli altri fratelli: occorre un amore più grande per recuperare il fratello. Ma a volte anche questo può non bastare. Dice infine Gesù: `E se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano´. Questa espressione, in apparenza così sprezzante, in realtà invita a rimettere il fratello nelle mani di Dio: solo il Padre potrà mostrare un amore più grande di quello di tutti i fratelli messi insieme».

Si è trattato per quest'intervento di Bergoglio, nell'importanza data alla necessità di contattare subito un fratello che sbaglia, di un richiamo indiretto anche all' Antico Testamento: dove un celebre passo del Levitico sottolinea la necessità di cercare sempre di appianare i contrasticon gli altri (addirittura, il passo arriva a consigliare di interrompere qualsiasi attività si stia svolgendo, funzioni religiose comprese, per andare subito a riconciliarsi col proprio fratello).

Il Papa ha poi concluso: «La Vergine Maria ci aiuti a fare della correzione fraterna una sana abitudine, affinché nelle nostre comunità si possano instaurare sempre nuove relazioni fraterne, fondate sul perdono reciproco e soprattutto sulla forza invincibile della misericordia di Dio».


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 07-09-2020 alle 19:16 sul giornale del 08 settembre 2020 - 150 letture

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