Omicidio Willy. Valeri: "Non sono lottatori di MMA, sono criminali"

2' di lettura 08/09/2020 - Ho fatto una stagione in un bar di uno stabilimento. Ho conosciuto centinaia di persone e le più belle che ho incontrato praticavano MMA.

Questa strumentalizzazione mi manda in bestia. Questo semplificare, questo collegare cose che non hanno alcun nesso, per ottenere qualche click, è un'abitudine che va contro ogni principio giornalistico. Un modo di fare cronaca che va stroncato.

Non mi interessa di quello che facevano questi stronzi. Sono criminali. Punto. (Anzi, i criminali hanno spesso più dignità. Un codice etico. Qui, considerando il modus operandi, direi che si tratta di vigliacchi, criminali, fascisti).

Non mi interessa se a compiere un furto è un africano o uno della Valle d'Aosta.
Non mi interessa che musica ascoltava un serial killer, non mi interessa che serie TV guardava un mafioso.
Non mi interessa il videogioco preferito dello stupratore.
Potremmo avere lo stesso colore della pelle, condividere la passione per uno sport, per i videogiochi, gusti musicali e cinematografici.
Questo non farebbe di me un potenziale criminale. Non c'è alcun collegamento e non bisogna crearlo. Non è colpa di un'arte marziale, del metal, della trap, di Gomorra, di GTA se uno è stronzo. Se uno è stronzo, è stronzo. Se compie un omicidio è un assassino. Se ammazza un ragazzino in branco è un assassino vigliacco e schifoso.

Il ragazzo si è "trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato". Questa è un'altra lettura completamente fuorviante. Che significa? Se gli fosse caduto un fulmine in testa, la frase avrebbe avuto una logica.
Willy era esattamente nel posto in cui voleva essere e ha fatto quello che ciascuno di noi dovrebbe fare. Ha fronteggiato e cercato di calmare un gruppo di bestie per proteggere l'amico. Era nel posto giusto, al momento giusto, in un mondo sbagliato.
In una società razzista, violenta, ignorante. Una società fatta di persone che si voltano dall'altra parte di fronte a soprusi. Tutti sapevano, nessuno denunciava. Erano noti alle forze dell'ordine, ma continuavano a fare risse ogni settimana.

Dobbiamo capovolgere le responsabilità. Willy era nel posto giusto, al momento giusto e ha fatto la cosa giusta.
Questi stronzi erano nel posto sbagliato di una società malata. E ora, finalmente, troveranno il loro habitat naturale.






Questo è un editoriale pubblicato il 08-09-2020 alle 15:21 sul giornale del 09 settembre 2020 - 231 letture

In questo articolo si parla di cronaca, editoriale, Giacomo Valeri

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