L'11 settembre, all'Auditorium, il maestro Antonio Pappano in concerto, omaggio a Beethoven, Mendelssohn e Mozart

2' di lettura 10/09/2020 - Venerdì 11 settembre, il maestro Antonio Pappano, inglese di nascita (da genitori emigrati dal Belpaese) ,con cittadinanza italiana, già il piu’ giovane direttore delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dal 2005 Direttore dell' Orchestra dell' Accademia Nazionale di S. Cecilia, sarà nuovamente sul podio, insieme col pianista Francesco Libetta, tra i più interessanti della scena internazionale, nel concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Felix Mendelssohn.

Il concerto sarà alle 21 nella Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, aprendosi - informa l ' ANSA - con l'omaggio a Ludwig van Beethoven, per la ricorrenza dei 250 anni dalla nascita (1770), con l'Ouverture da lui composta per le musiche di scena del dramma "Re Stefano". Dramma che, insieme alle "Rovine di Atene", era stato scritto dal poeta August von Kotzebue ( drammaturgo tedesco al soldo dello zar di Russia Alessandro I, assassinato da giovani liberali tedeschi negli anni della Restaurazione in segno di rivolta contro la soggezione degli Stati germanici alla Santa Alleanza) in occasione dell'apertura del teatro tedesco di Pest, parte dell'odierna Budapest. Questo brano celebrativo del dramma musicato da Beethoven è dedicato alla figura del sovrano, Stefano I il Santo, fondatore dello Stato e della Chiesa magiari tra la fine del Novecento e l'inizio dell'anno Mille, figura chiave nella storia dell' Ungheria.
Ma vero fulcro della serata sarà il Concerto per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, brano giovanile che il compositore iniziò a scrivere nel 1830 in occasione del viaggio in Italia (classico "grand tour" tipico degli intellettuali europei sette-ottocenteschi) intrapreso a 21 anni, che lo portò a visitare Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Conclusa l'anno seguente a Monaco,di Baviera, la composizione è intrisa di gioia di vivere e di un'esuberanza trascinante, che si manifesta sin dall'attacco iniziale, di cui è protagonista il pianoforte.


Conclude il concerto la Sinfonia n. 41 di W. A. Mozart, ultima delle tre scritte nell'estate del 1788, uno dei periodi più difficili della vita del compositore,3 anni prima della sua morte: periodo che tuttavia non si riflette nel tono solenne e solare (assai piu' accentuato che nella sinfonia precedente, la celebre n.40 arrangiata poi anche da maestri contemporanei, come Valdo de los Rios),dalla straordinaria ricchezza musicale, che ha guadagnato alla n. 41 l'appellativo "Jupiter", con cui è universalmente nota.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2020 alle 21:44 sul giornale del 11 settembre 2020 - 166 letture

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