"Un tè per due regine": alla Galleria Sciarra, per il "Quirino",rivivono in scena Palma Bucarelli e Peggy Guggenheim

3' di lettura 13/09/2020 - “Palma seppe restare coerente a un tipo che oggi può apparire in via di estinzione, quello del funzionario statale, e alla logica degli interessi istituzionali. Unica donna in un ruolo maschile, che seppe interpretare con grande leggerezza femminile, senso della vita e dei suoi piaceri.”

Questa definizione, di Renato Nicolini (personaggio troppo in fretta dimenticato), coglie in pieno l'essenza di Palma Bucarelli (1901-1998),storica dell'arte, a lungo direttrice (dal 1941,poi dal '44 al '75) della Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Rivive,Palma, nel testo teatrale di Casini-Prati-Suriano "Un tè per due regine": centrato sul suo lungo rapporto-confronto con Peggy Guggenheim (1898-1979), l'ereditiera newyorchese, collezionista d'opere d'arte che ha legato per sempre il suo nome alla creazione a Venezia,nel 1949, del Museo d'Arte contemporanea, in palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, che ospita la sua straordinaria collezione.

Un anno prima, sempre a Venezia, in occasione della XXIV Biennale d'Arte,la Guggenheim conosce Palma Bucarelli: ne nasce un' amicizia speciale, tra la preparatissima e intraprendente direttrice della GNAM e l'eccentrica, capricciosa collezionista d'arte, segnata anche da momenti di scontro ma sempre all'insegna di profondo rispetto reciproco. Amicizia che rivive in questa pièce teatrale, portata in scena,con la regìa di Francesco Suriano,nella seconda della serie di serate musicali e teatrali ("Lo spettacolo in galleria") organizzata dal teatro"Quirino" di Roma, dal 5 settembre al 31 ottobre, nella vicina Galleria Sciarra: capolavoro dell' architettura liberty realizzato fra il 1885 e il 1888 per volere del principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra.

Un pubblico qualificato e attento ha seguìto lo spettacolo: organizzato, con molta cura dei dettagli, sotto l'attenta supervisione di Geppy Gleijeses, Presidente e Direttore artistico del Quirino (apericena e cena vera e propria son state servite dal vicino ristorante "Angolo Sciarra" e da Quirino Food). La scena - semplice ma raffinata - ricostruiva esattamente il salotto veneziano dove nel 1948, Palma e Peggy (qui interpretate,rispettivamente, da Marilu' Prati e Caterina Casini, ambedue bravissime e non nuove ai due personaggi) si incontrarono.

Nella loro conversazione, che salta abilmente da un'epoca all'altra, rivive tutta la storia artistica e intellettuale del Novecento: sullo sfondo,le grandi tragedie politico-sociali del "Secolo degli orrori" (o"breve"), dal naufragio del "Titanic" (in cui Peggy, nel 1912, perde il padre, Benjamin Guggenheim) alle due guerre mondiali, dalla Shoah (nel '41 la Guggenheim, ebrea, è costretta a lasciare precipitosamente Parigi, occupata dai nazisti) al vero e proprio "sacco" delle opere d'arte compiuto, in mezza Europa, dagli uomini di Hitler e Goering. Nel salvataggio, in Italia, di molte delle opere oggetto dell'appetito nazista si distingue proprio Palma,all'epoca giovane direttrice della GNAM: che, s'intesa con Pasquale Rotondi, Sovrintendente di Urbino, riesce a trasferire molti quadri e sculture nella rampa elicoidale di Castel S.Angelo, a due passi dal Vaticano, sotto la tutela della S.Sede (concessa da Pio XII e da Monsignor Montini, il futuro Paolo VI).

Una pièce emblematica che fa riflettere sia sulla funzione sociale dell'arte, sia sui miracoli che, anche nei momenti piu' tragici, possono compiere gli "uomini di buona volontà".




di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 13-09-2020 alle 20:55 sul giornale del 14 settembre 2020 - 164 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bvSe