Al Santuario di Ercole Vincitore (Tivoli), un ponte fra arti e teatro con "Portaits on stage"

3' di lettura 14/09/2020 - Situato a Tivoli (città il cui nome, in epoca romana, era appunto Herculaneum Tibur), il Santuario di Ercole Vincitore è il più grande tra i santuari italici dedicati ad Ercole, e il secondo di tutto il Mediterraneo dopo quello di Gades in Spagna: edificato tra gli ultimi decenni del II secolo a.C. e l'82 a.C., rappresenta uno dei massimi esempi di architettura ronana repubblicana. Appunto qui si svolge il festival “Portraits on stage” (lett. "Ritratti in scena"), iniziato sabato 12 settembre: che prevede 13 spettacoli all’interno della scenografia di uno dei luoghi più suggestivi del Lazio, restituendo al sito la sua antica funzione di spazio polivalente destinato all’ arte, alla sacralità, alla socialità (gli antichi tiburtini veneravano Ercole sia come divinità guerriera che come protettore dei commerci e dell’allevamento di ovini, voci principali dell’ economia locale).

Il progetto prende corpo appunto dalla rete nazionale “Portraits on stage”: formata da artisti e operatori culturali che da anni lavorano - in collaborazione con istituzioni, musei, siti storici - alla creazione di opere che gettino un ponte tra arti visive e teatro: matrimonio,come sappiamo, con una sua base logica (il teatro è arte), e da sempre tentato, ma non sempre riuscito.


Il viaggio è percorribile da chiunque. Per questo abbiamo puntato su un orario diurno, pensando anche ai bambini e alle famiglie che vengono a fare una gita a Tivoli, alla scoperta delle sorprendenti bellezze che offre la nostra Regione. Gli spettacoli parlano linguaggi diversi e contemporanei, ma assolutamente accessibili. C’è l’incanto della parola, della musica, della danza, ma anche il divertimento. Speriamo che l’esperienza, oltre che essere un omaggio all’arte e a chi la crea, contribuisca a riannodare i fili della socialità dopo il difficile momento che abbiamo attraversato”, afferma Maurizio Repetto, direttore organizzativo del progetto.

Ha aperto il festival, sabato 12 settembre, il debutto nazionale “Pintor de palabras”, dedicato all’artista multidisciplinare Rafael Alberti (1902-1999, poeta e pittore spagnolo, ,esule antifranchista, vissuto a lungo in Italia negli anni ’60- ’70), che vede all’opera un team di giovanissimi autori, registi, musicisti: Andrea Cauduro, Simone Giustinelli, Giacomo Sette, coadiuvati dalle voci e dalle presenze di Gloria Sapio e Maurizio Repetto, nella creazione di un connubio fra teatro e mondo digitale. Il pubblico è invitato a partecipare munito di proprio Smartphone e auricolari.

La programmazione prosegue fino al 4 ottobre con opere di prosa, musica e danza: per un cartellone composto da opere che utilizzano chiavi di lettura contemporanee, originali e sorprendenti. Così, as esempio, il “Volo di Michelangelo” della Compagnia Teatri d’Imbarco, sostenuto da Regione Toscana in collaborazione con l'Accademia delle Arti del Disegno (di cui Michelangelo fu fondatore), nel quale il drammaturgo Nicola Zavagli trasforma il mito in una dissacrante narrazione. “Messico e Nuvole” ( il titolo è lo stesso della celebre canzone di Enzo Jannacci), che evoca le immagini di Cartier Bresson e Tina Modotti come racconto parallelo alla testimonianza diretta dell’interprete e autrice, Caterina Casini, a cura di Laboratori Permanenti. Ancora il Messico è in scena con una Frida Kahlo resa meno ieratica dalla sensibile interpretazione della giovane Elisa Ranucci, della Compagnia Pilar Ternera. Mentre non poteva mancare, nel centenario della morte (Parigi,1920), “Modigliani”: la cui vita è filtrata dalla vena particolarissima, divertente e poetica di un comico toscano DOC come Michele Crestacci.

L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – Villae è lieto di ospitare un evento articolato che parla al pubblico attraverso diversi linguaggi e ben rappresenta la densità esperienziale che caratterizza i nostri siti. La contaminazione (nel senso proprio plautino di "contaminatio", incontro fra stili diversi, N.d.R.) è infatti un aspetto essenziale delle nostre scelte culturali e dei percorsi che rendiamo disponibili al pubblico”, dichiara infine il direttore delle Villae, Andrea Bruciati.


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 14-09-2020 alle 19:36 sul giornale del 15 settembre 2020 - 151 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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