Coronavirus a Roma, riapertura delle scuole, cosa fare col vaccino: parla Antonio Magi, Presidente dell'Ordine dei Medici capitolino

2' di lettura 18/09/2020 - Come si sta evolvendo, esattamente, la situazione Coronavirus a Roma, alla luce anche della riapertura delle scuole, e delle diverse prospettive in tema di vaccino? Cosa ne pensano i diretti interessati, cioè i medici,rappresentati dall' Ordine di Roma?

"Per cercare di evitare che il contagio si diffonda nuovamente e che ci siano numeri importanti, come abbiamo visto questa primavera, dobbiamo "armarci": questa volta e' necessario che il personale sanitario tutto, medici, infermieri e operatori, sia pronto e abbia a disposizione i dispositivi di protezione individuali". L' ha detto appunto il Presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia "DIRE".

."Ma servono i dpi 'giusti", sottolinea Magi; "cioe' quelli che veramente proteggono gli operatori sanitari e allo stesso tempo i cittadini che si rivolgono alle strutture sanitarie. Il numero dei casi di Coronavirus intanto e' in crescita, come ha fatto sapere anche il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Silvio Brusaferro. Siamo arrivati a 207 persone ricoverate in terapia intensiva (il dato risale a due giorni fa,N.d. R.), quando recentemente avevamo dei numeri molto bassi". Va detto però, aggiungiamo, che era prevedibile che situazioni post-estate come la riapertura delle scuole, appunto, e il rientro di massa dei cittadini dalle ferie (anche se "controesodo" minore degli scorsi anni), causassero un aumento di casi; mentre non dimentichiamo anche che, rispetto a 3 mesi fa, ora si fanno assai piu' tamponi, che, ovviamente, rilevano piu' casi di contagio.

"Dobbiamo controllare la situazione il piu' possibile per non far crescere ulteriormente i casi e per evitare nuove chiusure", ha aggiunto quindi Magi.Mentre interpellato sul tema del vaccino, sempre dall' agenzia "DIRE", ha precisato: "Vista l'importanza e l'obbligatorieta' della vaccinazione antinfluenzale penso sia fondamentale aumentare l'offerta. Ma il fatto di andare a fare un vaccino in farmacia, francamente, mi lascia in parte perplesso". "Fare un vaccino in farmacia - prosegue Magi - non credo sia ottimale per quanto riguarda il tema della sicurezza (sarebbe la prima volta nella sanità italiana,almeno degli ultimi decenni, N.d. R.) E poi non e' assolutamente competenza del farmacista svolgere quel tipo di attivita', che invece spetta ai sanitari".

Secondo Magi serve dare "piu' diffusione possibile" alla vaccinazione, purche' sia svolta in "strutture sanitarie protette - spiega - cioe' sicure e regolamentate. Penso agli studi dei medici di medicina generale (da sempre primo presidio nella sommministrazione del vaccino ai cittadini, , N.d.R.), dei pediatri di libera scelta, ma anche alle strutture della specialistica ambulatoriale. Un malato cronico che va a fare una visita cardiologica o pneumologica, per esempio, potrebbe approfittare del medico che lo sta visitando per farsi fare direttamente da lui anche il vaccino".


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2020 alle 23:11 sul giornale del 19 settembre 2020 - 226 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bwuf