A Roma, Cdp e MIBACT creano il Fondo Nazionale per il Turismo, per rilanciare questo essenziale settore dell'economia

2' di lettura 29/09/2020 - La Cassa Depositi e Prestiti – come informano l’agenzia ADN-KRONOS e la testata specialistica K metro 0.it - spinge sull’acceleratore per sostenere il turismo, “settore trainante per il Paese, che sta soffrendo molto per le conseguenze della pandemia”, chiosa l’Ad di CdP Fabrizio Palermo; e lancia, d’intesa con il ministero dei Beni e Attività Culturali, un Fondo ad hoc dalla dotazione sostanziosa, ben 2 miliardi di euro. Presentato ultimamente in una conferenza stampa, il Fondo punterà sulle strutture che rappresentano l’eccellenza della tradizione italiana dell’ospitalità, come la storica Villa Igea a Palermo, già dimora della famiglia Florio.

I contatti sono avviati in tutta Italia, con Cassa depositi e prestiti che propone un “modello non invasivo che punta a sostenere e investire in sviluppo e ammodernamento” delle strutture alberghiere e ricettive in genere. Agli attuali proprietari potrà infatti essere concesso un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo ‘congruo’, con la possibilità di reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione.

“Il Fondo nazionale per il Turismo – ha spiegato Palermo – si inserisce in una strategia di Cdp di forte sostegno al settore, che ha un peso determinante sul PIL, circa il 13%, e ha un peso ancora più rilevante, circa il 15%, in termini di occupazione”. Di qui l’impegno di Cassa ,che con il Fondo “punta a investire in strutture storiche e iconiche del paese: si tratta di strutture rappresentative loro stesse di una destinazione, che muovono intere filiere e generano un indotto rappresentando un volano per il turismo italiano”, prosegue l’Ad.

il Fondo Nazionale del Turismo - precisa la Cassa - amplia la mission del già esistente Fondo Investimenti per il Turismo (FIT).Il FIT, gestito da CDP Investimenti SGR, è una piattaforma nata nel 2016 attiva negli investimenti in asset immobiliari del settore ricettivo per la riqualificazione degli alberghi italiani, con l’obiettivo di promuovere l’evoluzione del business model dei gestori alberghieri italiani.

Si tratta in complesso, osserviamo, d’un modo importante per esercitare – a sostegno della nostra economia in fase di ardua ripresa dopo lo “tsunami “ del Covid-19 – quella “potenza di fuoco” di cui ha tanto parlato il Premier Conte.

Lo stesso ministro della Cultura e del Turismo, Dario Franceschini, ha sottolineato l’importanza della riqualificazione alberghiera. ”Stiamo ragionando – spiega – perchè una parte importante del Recovery found sia finalizzata ad un intervento che concorderemo con le associazioni di categoria per incentivi alla riqualificazione delle nostre strutture ricettive”.

L’idea del governo è quella di puntare sulla qualità. ”No al turismo low cost, che spesso – dice il ministro – passa e non lascia ricchezza. Dobbiamo puntare ad un turismo di qualità e con capacità di spesa, colto e che apprezza e rispetta la fragilità del nostro paesaggio”.


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2020 alle 00:13 sul giornale del 30 settembre 2020 - 204 letture

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