Si conclude Domenica 4 ottobre, al Giardino del Verano, "Falastin", Festival della Comunità palestinese in Italia

3' di lettura 03/10/2020 - Si conclude Domenica 4 ottobre, presso il Giardino del Verano nel quartiere San Lorenzo, la prima edizione del “Falastin - Festival della Palestina”, organizzato dalla Comunità palestinese in Italia col patrocinio del Comune di Roma e dell'ambasciata dell’Autorità Nazionale Palestinese. La manifestazione è sostenuta da varie associazioni impegnate per la conoscenza e la promozione dei diritti e della cultura del popolo palestinese: come “Assopace Palestina”, la stessa ANPI, ed altre.

Ogni giornata s’è aperta con dibattiti con la partecipazione di attivisti, esperti e giornalisti. E’ stato possibile seguire anche presentazioni di libri, tra cui “I bambini della Palestina”, di Mahmoud Suboh, con l'illustratrice Amirah Suboh; “Il mio nome è Amal - Una storia palestinese”, di Erica Silvestri (edizioni Kairos); “Salam e i bambini che volevano giocare”, di Gianluca Staderini (Red Star Press ed.); “Arafat, il Sovrano senza Stato”, di Stefania Limiti (Castelvecchi ed.), presentato dal giornalista di “Repubblica” Alberto Negri.

Le serate si concludono con una cena a base di piatti palestinesi e con proiezioni di film e spettacoli di musica e teatro: con la partecipazione, tra gli altri, anche dello scrittore e autore teatrale, ebreo italiano, Moni Ovadia. Ogni giorno, infine, è possibile visitare tre mostre di fotografia: “Hebron città fantasma”, di Vincenzo Bello, “Obiettivo Palestina”, di Federico Palmieri e “La storia di Sara”, di Daniele Napolitano.

Domenica 4 ottobre il festival si chiuderà con il panel dedicato al “Rilancio della Campagna nazionale ed europea per il riconoscimento dello Stato di Palestina dall'Italia e dall'Europa”: che secondo i responsabili ha raggiunto un milione di firme dall'Italia e 15 milioni dal resto d’Europa-

Negli incontri e dibattiti del festival – anzitutto in quello di venerdì 2 ottobre, “L’Italia, l’Europa e la Questione palestinese” - si è cercato di focalizzare i principali nodi dell’intricato conflitto israelo-palestinese: in corso praticamente dal maggio 1948 ( proclamazione dello Stato d’Israele), e soprattutto dal giugno 1967 (con l’occupazione, da parte israeliana, della Cisgiordania in seguito alla vittoria di Tel Aviv nella “Guerra dei sei giorni”, guerra di aggressione scatenata dai Paesi arabi). Si è cercato soprattutto di fare il punto sullo stato delle trattative in corso tra Israele (che sta anche concludendo accordi bilaterali con gli Emirati Arabi Uniti e altri Paesi moderati del Golfo in cambio della temporanea rinuncia ad annettere la Cisgiordania) e l’ Autorità Nazionale Palestinese. Trattative, ovviamente, negli ultimi anni rese ancor piu’ difficili dai tanti conflitti - in corso o “striscianti”, con la partecipazione, diretta o “per delega”, delle superpotenze - che tormentano tutto lo scacchiere dal Caucaso alla Libia (Siria, Nagorno-Karabakh, Iraq, Yemen, Libano, Libia del dopo Gheddafi). Altro aspetto importante di cui si è parlato, il possibile raccordo - che i palestinesi da tempo si son impegnati a cercar di sviluppare – con i movimenti pacifisti e nonviolenti israeliani, contrari alla politica seguita, nell’ultimo quindicennio, dai governi di centrodestra.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2020 alle 17:57 sul giornale del 04 ottobre 2020 - 198 letture

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