Sull'Aventino, Soprintendenza Speciale di Roma e immobiliare Bnp Paribas aprono al pubblico il grande complesso archeologico scoperto nel 2015

1' di lettura 07/10/2020 - Un muro fortificato scavato nel tufo, e altri straordinari resti, col basamento di una torre del VI secolo avanti Cristo; sino ai mosaici incredibilmente raffinati - alcuni unici nei loro disegni - di una agiata domus del II secolo d.C. E' la scoperta - di grande importanza per gli studi, evidente già dal considerevole arco di tempo interessato da questi resti archeologici, dagli inizi dell’ Urbe repubblicana all’età degli Antonini - che è stata fatta nel 2015 a Roma, informa l’ ANSA, durante i lavori di ristrutturazione di un grande complesso all'Aventino, di proprietà di Bnp-Paribas Real Estate (società leader nel mercato immobiliare commerciale), e che ora viene resa accessibile al pubblico.

Il tutto, grazie a un progetto condiviso tra la Soprintendenza Speciale di Roma e Bnp Paribas, con l'allestimento di una vera e propria area archeologica arricchita dagli effetti multimediali e dalla ricostruzione degli specialisti della materia Piero Angela e Paco Lanciano. "Non è un museo, è una scatola archeologica", sottolinea la soprintendente Daniela Porro. Di fatto un viaggio nel tempo che grazie all'animazione di muri, mosaici, reperti, alle luci e alla narrazione sapiente di Angela, riporta indietro di 2300 anni. "Questa è l'archeologia delle persone – ha spiegato all'ANSA Piero Angela - quella che fa rivivere le cose di tutti i giorni, dagli oggetti di uso comune alle scelte stilistiche per la decorazione degli interni. Un esempio unico e virtuoso di collaborazione tra il pubblico e il privato, ora mi auguro che altri lo seguano".


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 07-10-2020 alle 08:48 sul giornale del 08 ottobre 2020 - 233 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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