L'Unicusano lancia un Master annuale sui drammi delle Foibe e dell'Esodo guliano, istriano e dalmata, con le associazioni per la memoria di queste tragedie

2' di lettura 08/10/2020 - A Roma è sempre vivo, in vari ambienti, il ricordo dell’arrivo, negli anni immediatamente post-Seconda guerra mondiale, di gran parte delle migliaia di cittadini italiani, sorattutto di Istria e Dalmazia, costretti all’esilio dal nuovo regime comunista jugoslavo, che aveva vinto la guerra antinazista ma aveva avviato in quelle zone, sin da prima della sua fine, una vera e propria “pulizia etnica” antitaliana, spesso con l’alibi dell’antifascismo.

Ad accogliere questi profughi (spesso, oltretutto, osteggiati dalle sinistre, specie nel Norditalia), a Roma provvidero vari organismi assistenziali che trovarono la disponibilità di alloggi soprattutto nel quartiere, vicino all’EUR e a Via Laurentina, chiamato, in seguito, appunto giuliano-dalmata (e dove,oggi, sorge proprio il Museo-Archivio storico di Fiume, diretto dal Prof. Marino Micich).

Proprio per diffondere tra le generazioni piu’ giovani una migliore conoscenza della tragedia dell’Esodo istriano, giuliano e dalmata, con tutte le sue conseguenze politico-sociali (tragedia che, pochi anni prima, addirittura già nell’autunno 43, a “fascismo traballante”, in quelle stesse zone era stata preceduta dall’altra delle Foibe), l’importante Università Unicusano-Telematica, in collaborazione con la Società di Studi fiumani e l’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, ha stipulato una convenzione per l’organizzazione di un Master universitario dedicato a questi temi.

.Trenta moduli, per una durata di oltre 90 ore tenute da docenti universitari ed esperti cultori di storia. Il filo conduttore è in primis storico, ma anche geografico, sociale, politico ed economico. Il Master si svolge online, ha durata annuale ed è composto da lezioni video, materiale bibliografico e dispense esposti nel sito della Unicusano. I lavori di tesi più meritevoli saranno pubblicati sulla rivista trimestrale “Quaderni del Nastro Azzurro”.

Giovanni Stelli (Presidente Società di Studi Fiumani) si occuperà del dramma delle foibe a guerra finita e del tema identità nazionali in Adriatico orientale; Marino Micich (storico, Presidente Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio), terrà il corso sul tema “L’esodo giuliano-dalmata e l’accoglienza dei profughi”. Donatella Schurzel tratterà il caso di Rovigno d’Istria (di questo tema si occuperà, probabilmente, anche Raoul Marsetic, Direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno), Maria Ballarin si occuperà della persecuzione dei religiosi (che, in quelle zone, nulla ebbe da invidiare alle analoghe campagne tipiche dei regimi bolscevico e nazista). Infine, Lorenzo Salimbeni farà il punto sulla storia dell’irredentismo giuliano (iniziato, com’è noto, già nel XIX secolo).

Parteciperanno, infine, anche il prof. Giuseppe Parlato, Presidente della Fondazione “Ugo Spirito-Renzo De Felice”, il prof. Davide Lo Presti, il col. Cetteo Cipriani, la prof. Giuseppina Mellace, specialista del tema foibe e docente anche all’ università popolare “Unitre” di Ostia Antica,e vari altri studiosi.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 08-10-2020 alle 10:55 sul giornale del 09 ottobre 2020 - 233 letture

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