Proseguono, alla Galleria Sciarra, le serate de "Lo spettacolo in galleria" del "Quirino"

2' di lettura 12/10/2020 - Proseguono le serate de "Lo spettacolo in galleria": la serie di appuntamenti gastronomico-culturali (col teatro di prosa o la musica d'autore) che il "Quirino", grazie a un accordo con ANAC e Morgan Stanley, organizza il sabato sera alle 20.30, sino al 31 ottobre, nella magnifica cornice della Galleria Sciarra in Via Marco Minghetti, capolavoro di architettura e arte liberty realizzato, tra il 1885 e il 1888, dal Principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra (prenotazione obbligatoria: gli interessati possono scrivere all'email food@teatroquirino.it).

Sabato 10 ottobre è stata la volta della musica classica, in questo 2020 che vede sia i 250 anni della nascita di Ludwig van Beethoven (1770) che il centenario della nascita di Bruno Maderna (1920-1974, il compositore e direttore d’orchestra veneziano che ebbe, tra i suoi allievi, anche il futuro musicista e scrittore Luigi Nono, e che divenne Direttore musicale stabile dell’Orchestra sinfonica RAI di Milano).

Il “Quartetto d’archi sincronie” del 10 ottobre ha visto la partecipazione dei giovani Houman Vaziri, Agnese Maria Balestracci (ambedue violino), Arianna Bloise (viola) e Francesco Marini (violoncello): che si sono abilmente cimentati con brani davvero impegnativi, come il Quartetto op. 18 n. 3 di Beethoven e il Quartetto per archi del 1946 di Maderna.

I sei Quartetti dell'op.18 (1798-1800), creazione giovanile del Maestro di Bonn, risentono ancora l'influenza del modello haydniano e mozartiano (influssi di Mozart, del resto, si ritrovano ancora nella mitica Quinta sinfonia, di dieci anni posteriore); il Quartetto op.18 n. 3 è, in assoluto, il primo brano per quartetto d’archi composto da Beethoven. In esso, come in tutta la fase iniziale dell'op. 18, il maestro è ancora alla ricerca dì uno stile personale, e si tormenta per raggiungere la più aderente espressione al proprio io interiore. Inoltre, nel genere Quartetto per archi, che il musicista predilesse e coltivò intensamente insieme alla Sonata per pianoforte, l'artista racchiuse i suoi pensieri più intimi e riservati, così da toccare spesso la forma del soliloquio, lontana dalla grandiosità monumentale della musica sinfonica suonata dalla grande orchestra.

I 4 giovani musicisti hanno interpretato egregiamente il Quartetto beethoveniano. Nel Quartetto di Maderna del 1946, in cui hanno ugualmente brillato, le voci dei 4 strumenti, diversamente dalla composizione beethoveniana, si appaiano due a due; mentre si avvertono echi di Stravinsky e Bela Bartok. E si avverte la scelta di Bruno Maderna di confrontarsi col passato (specie la musica antica e la polifonia rinascimentale), senza rompere con esso: come invece proclamato - non solo nella musica - dalle varie avanguardie del Novecento.

Il pubblico ha ascoltato attentamente, mentre gustava la raffinata cena organizzata dall' urban bistrot "Angolo Sciarra", rafforzato da "Quirino Food". Confermando, così, la validità di questa scelta artistica, che proseguirà sino a sabato 31 ottobre.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2020 alle 08:16 sul giornale del 13 ottobre 2020 - 204 letture

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