Al Circo Massimo la protesta di migliaia di infermieri di tutta Italia. Chiedono maggiori riconoscimenti professionali

2' di lettura 16/10/2020 - Gli infermieri italiani sono "stufi" e per questo oggi sono tornati in piazza, per manifestare "contro un governo che ha rispetto per noi solo a parole". Da tutta Italia sono venuti a protestare a Roma, al Circo Massimo, migliaia di infermieri, scontenti degli scarsi riconoscimenti tributati - non solo sul piano giuridico ed economico - a una categoria professionale che, come medici e farmacisti, ha pagato con un consistente tributo di vite l'impegno in prima linea contro il Covid-19.

Al Circo Massimo hanno protestato organizzazioni della categoria come Infermieri in Cambiamento, Associazione Avvocatura degli Infermieri (AADI), COINA (Coordinamento Infermieristico Autonomo), Adi Famiglie Italiane, Nursing Up e gli Opi di Andria Bat, Como e Catanzaro.

"Abbiamo messo sul tavolo diversi temi", ha spiegato all'agenzia "Dire" Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up. "Si comincia dal riconoscimento di un alveo contrattuale specifico degli infermieri. La legge prevede che venga individuato: i tempi sono maturi, doveva essere gia' stato fatto. Vogliamo un contratto autonomo (al posto di quello attuale, che mette insieme piu' categorie diverse di operatori sanitari, N.d.R.), con risorse economiche dedicate. Non abbiamo tempo di discutere le nostre problematiche in un enorme calderone, dove ci sono una serie di dipendenti che nulla hanno a che vedere con le nostre istanze".

Inoltre, "chiediamo una indennita' professionale che ci porti al livello della media degli stipendi degli infermieri europei. Mancano ancora molti soldi dai nostri stipendi per raggiungere i 2.500-2.800 euro dei colleghi di Irlanda, Germania, Inghilterra o Lussemburgo. Ecco, chiediamo almeno 500 euro per poterci allineare, anche se sempre verso il basso, a questa media dei Paesi europei". "Noi - ha continuato De Palma - patiamo il fatto di avere una grande responsabilita', purtroppo non si applica il principio secondo cui, crescendo la responsabilita', deve crescere lo stipendio.

Abbiamo agito, durante il Covid, senza presìdi per proteggere la nostra salute e quella degli altri". Ma non solo: "Abbiamo avanzato istanze per avere informazioni sulla situazione dei colleghi durante la pandemia, per sapere quanti infettati e quanti decessi: silenzio assoluto. Sono riusciti a convocarci solo a ridosso della manifestazione. Il ministro della Salute si e' deciso a chiamarci dopo che glielo abbiamo chiesto numerose volte senza esito. Purtroppo, comunque, la posizione con cui siamo stati ricevuti, cortese, e' una posizione che non offre risposte a istanze di cui siamo relatori".

Oltre alla manifestazione di Roma, quindi, "abbiamo deciso uno sciopero, saranno 24 ore che decorrono dalle 7 del 2 novembre alle 7 del giorno dopo. Questo e' l'inizio di una battaglia", ha concluso De Palma, presidente di Nursing Up; "se pensano che facendo finta di niente le cose si metteranno a posto si sbagliano di grosso".


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2020 alle 08:45 sul giornale del 17 ottobre 2020 - 196 letture

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