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Sei giorni al ballottaggio

Campidoglio 4' di lettura 21/04/2008 - Il ballottaggio a Roma è un laboratorio per capire dove andrà nei prossimi anni tutto il paese. Sette giorni sono pochi per correggere gli errori e le incomprensioni del centro sinistra, dal Pd alla Sinistra, ma possono essere abbastanza per un serrate le fila finale e decisivo \"contro il pericolo di consegnare il paese alla destra\".

Il termine per ufficializzare gli apparentamenti è scaduto. L\'Udc e il suo candidato Ciocchetti hanno lasciato libertà di coscienza ai propri elettori. Per il Pd la situazione è ancora in evoluzione mentre il Pdl ha deciso già a mezzogiorno. Alemanno corre da solo: \"Dopo aver riflettuto abbiamo deciso di andare da soli, per il ballottaggio non faremo accordi o apparentamenti. E\' finita la vecchia politica degli accordi e dei baratti. Noi lavoreremo per il ricompattamento del centrodestra, ma prima occorre un profondo chiarimento, anche con Storace. Ai cittadini chiedo di votare secondo coscienza e mi auguro che ciò avvenga anche per gli elettori de la Destra\".

Una speranza raffreddata subito dalle parole di Teodoro Buontempo (La Destra): \"Chiederci il voto - ha affermato - senza poter concorrere con il simbolo, equivale a prendere in giro sè stessi prima degli altri\". Alemanno ha comunque incassato il sostegno della base dell\'Udc romana che \"in disaccordo con la linea dettata dalla classe dirigente nazionale\" gli garantirà il suo appoggio.


Sul fronte opposto, nel centrosinistra, la giornata è stata caratterizzata dal ritorno di Walter Veltroni, sceso in campo, così come il ministro per le politiche della Famiglia Rosy Bindi, e il segretario di Rifondazione Franco Giordano (\"Appoggiate Rutelli per evitare di consegnare questo paese alla destra\") a sostegno dell\'ex ministro dei Beni Culturali. \"Per l\'elettore cattolico un candidato come Rutelli è una garanzia\", ha detto l\'ex sindaco, che non ha risparmiato attacchi ad Alemanno: \"Roma non ha bisogno di uno scendiletto al Campidoglio, ma di una persona forte che sappia difendere l\'autonomia della città. La destra - ha proseguito Veltroni - è stata sempre il fronte del no. Noi avremo tanti difetti, ma una cosa la sappiamo fare bene, cioè governare le città\".

Rutelli dal canto suo, dopo aver ottenuto il sostegno del leader socialista Bobo Craxi, dell\'ex forzista Michele Baldi e l\'apertura di Franco Grillini, invita ad una \"mobilitazione porta a porta, ufficio per ufficio, negozio per negozio, per conquistare i voti degli indecisi e riportare tutti a votare. La Roma in cui abbiamo creduto - ha affermato Rutelli - è quella della passione per la nostra città, coltivata in tutti questi anni. Non c\'è differenza tra il lavoro fatto da Veltroni, quello che ho fatto io e l\'impegno che, se sarò eletto sindaco, porterò nei prossimi cinque anni\".

Libertà di scelta e di coscienza anche per i 45 mila che al primo turno hanno votato Serenetta Monti, la candidata della lista di Beppe Grillo, un tre per cento che potrebbe pesare molto nel conteggio finale.

I due competitor hanno anche un problema. Il ballottaggio sarà il 27 e il 28 aprile, week end lungo grazie al ponte del 25 aprile. Da qui nasce l\'appello di Rutelli. \"C\'è un bel ponte ma fate un paio di giorni di vacanza e poi si va a votare - ha detto il candidato sindaco - è più importante come sarà il governo della città per i prossimi cinque anni che 48 ore in cui ci si distrae\".





Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 21 aprile 2008 - 1137 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, politica, roma, francesco Rutelli, Gianni Alemanno





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