Il Papa: Shoah, efferatezza inaudita

2' di lettura 28/01/2010 -

Benedetto XVI all\'udienza del mercoledì è tornato a riflettere sull\'olocausto del popolo ebraico: orribile crimine, frutto dell\'odio razzista dell\'ideologia nazista.

Giampaolo Vaccari



Frutto di una «megalomania disumana» e dell’«odio razzista dell’ideologia nazista», la Shoah perpetrata «nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista» non va dimentica. E bisogna dunque sempre pregare perché «Dio onnipotente illumini i cuori e le menti affinché non si ripetano mai tali terribili avvenimenti». Per due volte, ieri mattina, al termine dell’udienza generale, Benedetto XVI è tornato a parlare dell’olocausto subìto dal popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale, come aveva fatto un anno fa allo Yad Vashem, durante la sua visita a Gerusalemme, e ancora prima nel discorso pronunciato nel 2006 ad Auschwitz-Birkenau. Lo ha fatto al momento dei tradizionali saluti nelle diverse lingue e, significativamente, prima nella sua lingua madre e poi in italiano.
  «Esattamente 65 anni fa – ha detto testualmente il Papa in tedesco, dopo aver sintetizzato per i suoi connazionali il contenuto della catechesi – il 27 gennaio del 1945, il campo di concentramento di Auschwitz fu liberato dall’esercito sovietico. Le sconvolgenti testimonianze dei sopravvissuti mostrarono al mondo a quale orribile crimine la megalomania disumana e l’odio razzista dell’ideologia nazista portarono in Germania». «Il ricordo di questi fatti – ha quindi aggiunto Benedetto XVI – in particolare la tragedia della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, così come la testimonianza di tutti coloro che si sono opposti a questa follia a rischio della propria vita, ci ricorda sempre più il dovere dell’assoluto rispetto della dignità della persona e della vita umana». Per il Papa, «tutte le persone di tutti i popoli e di ogni luogo devono percepirsi come una sola grande famiglia», e di qui l’invocazione perché «Dio onnipotente illumini i cuori e le menti affinché non si ripetano mai tali terribili avvenimenti». Poco più tardi, dopo i saluti in italiano, il Papa ha voluto lanciare un appello particolare sottolineando che «oggi si celebra il Giorno della memoria, in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell’annientamento pianificato degli ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida».
 «Con animo commosso – ha proseguito – pensiamo alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani». E, ancora una volta, ha concluso con l’auspicio che «la memoria di tali fatti, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!».





Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2010 alle 21:49 sul giornale del 29 gennaio 2010 - 907 letture

In questo articolo si parla di attualità, olocausto, papa benedetto xvi





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