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Mense scolastiche, l\'Italia nel piatto: arrivano i menù regionali

3' di lettura 28/01/2010 -

Ribollita o pennette alla pizzaiola? Polenta gratinata all\'Asiago oppure orecchiette alle cime di rapa? Lasagne alla bolognese o \"farsu magru\" siciliano? A mensa scolastica l\'Italia è servita, dalle Dolomiti alla punta dello stivale e oltre. Al via i menù regionali nelle mense delle scuole romane: scuole dell\'infanzia (comunali e statali), elementari e medie. Hanno illustrato la novità il sindaco Alemanno, l\'assessore alle Politiche Educative Laura Marsilio e un pool di nutrizionisti e chef.



All\'ombra dello slogan \"Menù regionali. La qualità sale in cattedra\", il Campidoglio (Assessorato Politiche Educative) promuove non solo una maggiore varietà nei piatti serviti a mensa, ma pure \"un vero e proprio percorso educativo\", \"un viaggio alla scoperta dei piatti tipici delle regioni d\'Italia\", \"un appuntamento con la qualità e il gusto, garantito da esperti nel settore che hanno proposto e rivisitato le ricette tradizionali\".

I pasti regionali verranno serviti a mensa una volta al mese, alternando piatti di diverse regioni:

Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Liguria, Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Umbria, Piemonte. Gli speciali menù sono stati selezionati da una commissione di esperti, da personale del Dipartimento Scuole del Comune e da dietiste dei Municipi. Nella scelta, oltre alla tipicità delle pietanze (che devono rappresentare al meglio le cucine regionali), si è tenuto conto di più aspetti: apporto nutrizionale all\'interno dei menù settimanali, gusti dei bambini, facilità di esecuzione delle ricette, reperibilità degli ingredienti. Il personale di mensa sarà formato per preparare a dovere i piatti.

Per gli alunni allergici o affetti da intolleranze alimentari – e per motivi etnico-religiosi –, nei giorni dedicati alle tradizioni culinarie italiane c\'è l\'alternativa dei menù personalizzati, predisposti dalle dietiste municipali.

I menù regionali, come si diceva, sono anche educazione al buon mangiare e alla conoscenza del \"genius loci\" di ogni tassello del mosaico Italia. Lungo tutto il corso dell\'anno, dunque, saranno distribuiti nelle scuole poster con la descrizione dei piatti tipici, corredata da note geografiche, cenni storici, riferimenti alle tradizioni e al folklore locale. Per i bambini delle scuole dell\'infanzia, invece, è stato pensato uno speciale gioco dell\'oca a base di piatti regionali. Dal loro canto, gli insegnanti hanno la possibilità di mostrare agli alunni la \"storia nel piatto\": peculiarità locali nate in epoche remote, avvenimenti, incroci e scambi tra popolazioni; il tutto, riflesso nelle molteplici \"identità culinarie\" che, come i molti dialetti, arricchiscono il paese da nord a sud e da ovest a est.

Qualche dato sulle mense scolastiche della Capitale: il Comune dà da mangiare ogni giorno a circa 150 mila bambini e ragazzi delle materne (anche statali), elementari e medie. 10.000 le diete speciali (7.000 per patologie, 3.000 per motivi etnici e religiosi). Il servizio è fornito in 740 scuole con cucina. Solo l\' 8% dei refettori riceve i pasti trasportati.

Più dei dati quantitativi, sottolinea il Campidoglio, meritano attenzione quelli relativi alla qualità: il 70 per cento delle materie prime, impiegate per preparare i pasti, viene da 400 aziende biologiche nazionali di cui 80 laziali. E il 26% dei prodotti ha il marchio Dop o Igp del Lazio e proviene da filiere locali e \"corte\". Nelle cucine scolastiche la preparazione e la cottura sono disciplinate da precise regole fissate del Comune. Le stesse regole valgono per i pasti che arrivano in contenitori termici alle poche scuole sprovviste di cucina.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2010 alle 22:43 sul giornale del 29 gennaio 2010 - 1742 letture

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