Bibbia per tutti. Gesù contro satana

3' di lettura 19/02/2010 -    In questa  I domenica di Quaresima il vangelo ci porta all\'inizio della sua vita pubblica di Gesù. Egli fu condotto nel deserto dallo Spirito e qui fu tentato da satana. I racconti, vogliono dimostrare la fermezza di Gesù, la sua disponibilità totale a seguire un messianismo conforme alla volontà di Dio.   

Nel vangelo Matteo (4,1-11), come anche Luca (4,1-13), descrivono il contenuto delle tentazioni. Satana si avvicina a Cristo chiamandolo “Figlio di Dio”volendo mettere in crisi propriamente la sua condizione filiale: “Se sei Figlio di Dio…”. Insinua così il dubbio e perciò fa balenare l\'esigenza che Gesù lo dimostri in modo straordinario, contrario al piano proposto dal Padre. 
La tentazione tende ad allontanare Gesù da Dio, proponendo un modo di realizzare l\'opera salvifica in contrapposizione alla prospettiva divina. Sono dunque tentazioni messianiche perché riguardano la salvezza e il modo di attuarla: quello proposto dal Padre, che addita la strada segnata dal servo sofferente, o quello prospettato dagli uomini, fondato sulla strategia della potenza. Gesù deve scegliere: o rimanere in sintonia con la volontà divina o puntare sull\'autoesaltazione, con la conseguenza di vanificare il disegno salvifico. 
Alla prima impressione i suggerimenti di satana appaiono suggestivi, addirittura benefici. Il nemico gli prospetta di cambiare la pietra in pane, la fame  dopo quaranta giorni di digiuno si fa intensa. La parola del diavolo pretende di mettere al primo posto il godimento corporale, la soddisfazione legittima dei bisogni materiali. Nella seconda proposta, il miracolismo. Sul pinnacolo del tempio, viene proposta un\'azione che, tutto considerato, non sembra contraria al bene proprio e altrui, anzi pare che favorisca il riconoscimento messianico a gloria di Dio e a vantaggio del popolo. «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Satana intende porre la potenza divina a servizio della vanità umana. Infine con la terza tentazione, offrendo la visione dei regni della terra, il diavolo presenta apparentemente la possibilità del potere sociale, per influire efficacemente sull\'andamento dei popoli. Al contrario, vuole suscitare la sete di dominio, per ottenere l\'asservimento degli uomini.
Pur sperimentando la durezza umana delle tentazioni , la fermezza di Gesù mette in evidenza le esigenze della fede, legate alla trascendenza di Dio e ai suoi piani sempre misteriosi, che domandano docilità e abbandono totale. Ora il messianismo che si incarna nella figura del giusto e del servo obbediente è difficilmente accettabile dalla logica umana, così aliena dalla sofferenza e dalla mortificazione, poiché presenta l\'umiltà al posto della potenza, il sacrifico al posto del benessere, il silenzio al posto della gloria. A questo punto si richiede una forza di volontà non comune, per superare il disorientamento, per ricuperare la limpidezza di mente e la disponibilità d\'animo, che si fondano unicamente in Dio, senza pretese né conferme esteriori.
Di fronte alle proposte di Satana, veramente suggestive, Gesù sceglie con forza il disegno sapiente del Padre, confidando nella sua fedeltà e nel suo amore, anteponendo i modi di pensare e di agire di Dio a quelli degli uomini. Luca conclude dicendo che “il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato”, volendo indicare che la lotta definitiva contro Satana e la vittoria di Cristo si attua nella morte in croce e nella risurrezione della Pasqua.

Nell\'immagine le tentazioni sul monte di Duccio di Boninsegna raffigura Gesù mentre caccia il diavolo tentatore. Gesù, era stato condotto nel deserto dallo Spirito Santo, suo destinatore, per essere messo alla prova dal diavolo, il menzognero per antonomasia e per etimologia (dal greco diaballo, mettersi di traverso). 
Il quadro di  Duccio di Boninsegna, Le tentazioni di Cristo (1308-11), New York, Frick Collection.








Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2010 alle 22:37 sul giornale del 20 febbraio 2010 - 3784 letture

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