Nuove norme anticorruzione approvate dal Consiglio dei ministri

4' di lettura 03/03/2010 -

Maggiori controlli e sanzioni più gravi per corrotti e corruttori nel disegno di legge proposto dai ministri Alfano, Maroni, Bossi, Calderoli e Brunetta


                                                                                         



Per rafforzare la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, è stato approvato oggi dal Consiglio dei ministri un pacchetto di norme che intende rispondere alla richiesta di trasparenza e di controllo da parte dei cittadini adeguando anche il nostro ordinamento giuridico agli standard internazionali.

Già esaminato nel corso di una precedente seduta, è stato proposto dai ministri Alfano, Maroni, Bossi, Calderoli e Brunetta.

Il pacchetto contiene, come specifica il comunicato stampa di Palazzo Chigi, iniziative a medio e lungo termine, prevedendo un ‘Piano nazionale anticorruzione’ e un ‘Osservatorio sulla corruzione e gli altri illeciti nella pubblica amministrazione’ con compiti di analisi e informazione. Le norme, inoltre, potenziano i sistemi di controllo sugli enti locali, aumentano le cause ostative alle candidature e aggravano le sanzioni penali per i delitti contro la pubblica amministrazione.
I punti fondamentali del disegno di legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi

«In primo luogo viene previsto il Piano nazionale anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica sulla base dei singoli Piani di azione, nei quali ciascuna amministrazione centrale indica: il grado di esposizione al rischio di corruzione dei propri uffici, le misure organizzative necessarie a fronteggiare tale rischio, le procedure di selezione, formazione e rotazione dei funzionari che operano in settori sensibili e le soluzioni, anche normative, per prevenire ed individuare tempestivamente gli illeciti. Una rete nazionale anticorruzione, composta da referenti di ciascuna pubblica amministrazione, fornirà al Dipartimento della funzione pubblica elementi per valutare l’idoneità degli strumenti adottati, al fine di definire programmi informativi e formativi per i dipendenti pubblici che favoriscano il corretto esercizio delle funzioni ad essi affidate, nonché monitorare l’effettiva attuazione dei singoli Piani di azione.
Presso il Dipartimento della funzione pubblica viene istituito l’Osservatorio sulla corruzione e gli altri illeciti nella pubblica amministrazione, con compiti di analisi e informazione. Nascono nuovi obblighi: per le pubbliche amministrazioni quello di pubblicare sui siti istituzionali informazioni relative a procedimenti amministrativi “sensibili” (quelli cioè che hanno ad oggetto autorizzazioni, concessioni, appalti pubblici, erogazioni di benefici economici a persone o enti pubblici o privati, concorsi e progressioni di carriera); per le stazioni appaltanti quello di trasmettere, tempestivamente e direttamente all’Autorità di vigilanza, tutti i dati relativi a contratti di lavori, servizi e forniture, al fine di realizzarne l’anagrafe e consentire la conoscibilità, per gli operatori di settore e per gli stessi cittadini, dell’attività contrattuale posta in essere dalla pubblica amministrazione, nonché dagli altri soggetti tenuti al rispetto della normativa sugli appalti pubblici.
Nuovi e migliorati i controlli sugli enti locali, sia sul piano della funzionalità, che della spesa e dei controlli strategici; per le società partecipate è previsto che l\'amministrazione definisca preventivamente gli obiettivi gestionali a cui deve tendere la società partecipata, secondo standard qualitativi e quantitativi, e organizzi un idoneo sistema informativo finalizzato a rilevare i rapporti finanziari tra ente proprietario e società, la situazione contabile, gestionale e organizzativa, i contratti di servizio, la qualità dei servizi, il rispetto delle norme di legge sui vincoli di finanza pubblica.
Infine, per assicurare la legalità nella pubblica amministrazione, è previsto che nei casi di rimozione del Presidente della giunta regionale disposta ai sensi dell’articolo 126 della Costituzione, chi abbia ricoperto la carica di Presidente della Regione non possa essere candidato ad alcuna carica elettiva né ricoprire incarichi di governo o di amministrazione in enti pubblici nazionali o locali. Viene altresì ampliato il novero delle sentenze definitive di condanna ostative alla candidatura alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e alla assunzione di importanti cariche negli enti locali.
Fortemente aggravate le sanzioni penali previste per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione.
Sul disegno di legge, a cui il Governo annette notevole importanza, è stata sentita l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, i cui suggerimenti sono stati in gran parte recepiti.»





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2010 alle 15:14 sul giornale del 04 marzo 2010 - 775 letture

In questo articolo si parla di attualità, norme anticorruzione Consiglio dei ministri





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