San Giuseppe, festa del papà

5' di lettura 18/03/2010 -

La festa di S.Giuseppe ha profonde radici bibliche; Giuseppe è l\'ultimo patriarca che riceve le comunicazioni del Signore attraverso l\'umile via dei sogni. Come l\'antico Giuseppe, è l\'uomo giusto e fedele (Mt 1,19).



Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo la sua tomba. Il Vangelo gli conferisce l\'appellativo di Giusto. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era vecchio al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s\'introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale.


La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all\'adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che \"Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all\'infamia, pensò di rimandarla in segreto\"(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l\'Angelo del Signore a rassicurarlo: \"Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati\" (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio.


In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l\'esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l\'intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che \"fece come l\'Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé\"(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all\'Angelo e in questo modo disse il suo sì all\'opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l\'amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell\'Incarnazione del Verbo. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno.


Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E\' la domanda che affiora più frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginità (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione più piena e più vera. Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo. \"La coppia di Maria e Giuseppe costituisce il vertice - ha detto Giovanni Paolo II -, dal quale la santità si espande su tutta la terra\" (Redemptoris Custos, n. 7). La coniugalità di Maria e Giuseppe, in cui è adombrata la prima \"chiesa domestica\" della storia, anticipa per così dire la condizione finale del Regno (cfr. Lc 20, 34-36 ; Mt 22, 30).


\"Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada\", sosteneva S. Teresa d\'Avila. \"Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso s. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dell\'anima. Ho visto che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare...\"( cfr. cap. VI dell\'Autobiografia).


Perché di Gesù è stato il padre, sia pure adottivo, di Maria è stato lo sposo. Sono davvero senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe. Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste.

L\'immagine è di Caravaggio dalla fuga in Egitto






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2010 alle 22:41 sul giornale del 19 marzo 2010 - 1789 letture

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