L\'Europa e la piaga dell\'aborto

3' di lettura 19/03/2010 -

I dati forniti dall’Instituto de Politica Familiar di Madrid nel suo periodico “Rapporto sull’aborto in Europa” impressionano sia come cifre assolute, sia per le tendenze sociali di cui sono sintomo. Una gravidanza su cinque termina con l’aborto.  



Nell’Unione Europa a 27 (UE27) negli ultimi 15 anni non sono nati a causa dell’aborto 20 milioni di bambini. E’ come se fosse sparita l’intera popolazione della Romania o dell’Olanda. Nell’intera Europa ogni anno non nascono circa 3 milioni di bambini, una cifra pari alla popolazione di Estonia, Cipro, Lussemburgo e Malta messe insieme. L’aborto è la prima causa di mortalità in Europa. Nella UE27 il numero degli aborti è pari al deficit di natalità: senza l’aborto sarebbe garantito il ricambio generazionale. In dodici giorni muoiono più feti che persone per incidente stratale in un intero anno. Il panorama è desolato e desolante. Nei paesi dell’allargamento il miglioramento delle condizioni di vita ha frenato l’aborto, mentre nei paesi più sviluppati la cultura del benessere li ha fatti aumentare. In questi ultimi il problema è prima di tutto culturale ed educativo.  Ed infatti sta scoppiando il caso degli aborti di ragazze adolescenti. Il Regno Unito è il paese di punta: nel 2008 sono stati 45 mila gli aborti realizzati da adolescenti (170 mila nella UE27). Il tema dell’aborto si collega quindi con il nichilismo dei paesi sviluppati, che è un fenomeno culturale e non economico, e con una generazione di teenagers fuori controllo.  Si collega anche con l’inverno demografico e con un continente stanco di futuro. Senza l’aborto avremmo in Europa 10 milioni e mezzo di giovani in più, di speranze e dinamismo, di idee nuove e entusiasmo.

Dentro questo quadro fa impressione il dato spagnolo. Qui gli aborti son aumentati del 115 per cento annuo, pari ad un incremento di quasi 70 mila ogni anno. E’ grazie alla Spagna, balzata all’improvviso al quinto posto in Europa, che l’UE15 mantiene alti i propri tassi di interruzione della gravidanza. I dati dimostrano che in Spagna l’aborto è adoperato come sistema anticoncezionale: le donne che hanno abortito più di 5 volte è aumentato del 213 per cento negli ultimi 10 anni. Anche in Spagna, come avviene in Inghilterra con le adolescenti, l’aborto è sempre più banalizzato.  Secondo l’IPF la recente legge farà aumentare ulteriormente il ricorso all’aborto: sarà permesso già dai 16 anni, sarà libero fino alla 14 settimana con estensione fino alla 22ma in caso di supposti rischi, si restringe l’obiezione di coscienza.  Oggi l’aborto è ancora illegale solo in Irlanda e a Malta. In 14 paesi la legge lo prevede in presenza di determinate circostanze. In 11 paesi si può abortire senza restrizioni. Il 30 per cento dei paesi dell’UE27 non riconosce il diritto all’obiezione di coscienza. Si segnalano l’Istituzione di un Libro Verde sulla natalità in Europa, la realizzazione nei diversi paesi di un Piano nazionale sulla natalità, una riunione urgente dei Ministri della famiglia e soprattutto un appello alla società civile, dato che le azioni dei governi sembrano molto deficitarie, quando non addirittura fallimentari.






Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2010 alle 03:10 sul giornale del 20 marzo 2010 - 1755 letture

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