Crolla una parte della Domus Aurea

3' di lettura 30/03/2010 - E' crollata martedì mattina una delle gallerie traianee, nel complesso archegologico della Domus Aurea. A cedere è stata una delle volte della galleria numero 15. Il terreno del giardino che sovrasta la galleria ha travolto un'area di circa 60 metri quadrati.

L'area, infatti, era in gestione al Campidoglio e veniva utilizzata come deposito per i resti archeologici. L'intera area della Domus Aurea, infatti, è sotto il controllo di un commissario straordinario, Luciano Marchetti, che ha il compito di accelerare i lavori di restauro. Ma a Roma ad essere commissariata è anche l'intera area archeologica cittadina, grazie a un accordo tra il Comune e il ministero dei Beni culturali: è Roberto Cecchi l'uomo che decide sia sulle zone che fanno riferimento al Campidoglio sia su quelle che sono di competenza dello Stato. Spiega Gianfranco Cerasoli "Tutto il patrimonio, segretario generale della Uil Beni culturali- è a rischio, vista l'esiguità delle risorse investite dallo Stato".


Dello stesso parere il segretario nazionale della Confsal-Unsa (Unione nazionale sindacati autonomi) Beni culturali, Giuseppe Urbino: "Il ministero - spiega - procedendo ai commissariamenti pensa di risolvere i problemi dei restauri dei cantieri. Ma non è così. I siti rimangono spesso non protetti, perché dove i fondi stanziati sono insufficienti, ponteggi e tubolari rimangono per anni. Per la presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, "La causa del crollo è nella mancanza di manutenzione". Rincara il direttore generale culturale del Fondo per l'ambiente italiano (Fai), Marco Magnifico: "In un certo senso ci stupiamo che crolli un solo pezzo della Domus Aurea e non l'intero Palatino.A furia di ridurre gli stanziamenti statali per i beni culturali e a furia di avere ministri, non parlo di Bondi, ma di Brunetta o Tremonti, che non conoscono la vastità, l'enormità del nostro patrimonio artistico e tagliano il bilancio, non si può gestire un patrimonio come quello italiano. Soprattutto quando si ha uno 0,17% del Pil contro ad esempio un 1% della Francia. Con questi pochi soldi è inevitabile che succeda una cosa di questo genere".


Rispedisce al mittente le accuse il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, per il quale il crollo di oggi dimostra che "quando abbiamo deciso di nominare un commissario per l'area archeologica romana abbiamo fatto una scelta giusta, tempestiva e lungimirante, visto che temevamo proprio situazioni di questo genere". Ma ammette che serve un piano straordinario complessivo: "Penso - dice - che questo piccolo episodio, che non va drammatizzato, indica al Governo che ci vuole un piano straordinario per la salvaguardia del nostro patrimonio archeologico, a cui va dedicata forse più attenzione". Proprio il commissariamento dell'area archeologica romana, sottolinea il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, "ha permesso di cantierare in sei mesi 70 progetti, 25 dei quali già avviati".


Per questi 70 progetti, spiega Alemanno, sono stati stanziati complessivamente 32 milioni di euro. Nell'ambito di questa somma 12 milioni di euro sono stati destinati ai progetti già partiti. Tra questi figurano anche i 2,5 milioni per il restauro della parte di maggior pregio della Domus Aurea, la sala ottagonale. Altri 20 devono invece ancora essere assegnati. "Dopo Pasqua - annuncia il sindaco - lanceremo l'operazione per la raccolta di fondi privati per il Colosseo".






Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2010 alle 23:45 sul giornale del 31 marzo 2010 - 772 letture

In questo articolo si parla di attualità, giacomo campanile, Domus





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