Maestri o Testimoni Digitali? Linee di analisi e valutazioni.

6' di lettura 25/04/2010 -

Il convegno “Testimoni Digitali” organizzato in modo egregio dalla CEI si è appena concluso. Cercheremo di trarre delle linee di analisi e valutazioni sull’evento ecclesiale dell’anno che porterà degli orientamenti per la chiesa italiana nei prossimi anni.



Il convegno inizia il 22/04/10 all’Hotel Summit di Roma con una conferenza attesissima di N. Negroponte. Il guru del web non si è presentato al convegno perché mentre si trovava ad Haiti per curare i bambini si è ammalato. Da Miami abbiamo ascoltato una una telefonata in cui Negroponte si scusava. Noi partecipanti non abbiamo capito perché in questo mondo digitale dove basta un piccolo netbook e una rete adsl per poter fare una videoconferenza non abbiamo potuto fruire dell’insegnamento del guru del web ….forse gli organizzatori non ci hanno pensato. Grande delusione per tutti i partecipanti.

L'intervento di Francesco Pasetti, afferma che il giornalista doveva consumare la suola delle scarpe per cercare informazioni. Oggi i nuovi giornalisti devono consumare le dita per ricercare la verità. La rivoluzione digitale è convergenza mediale associata.

Internet risponde a questa domanda: dimmi non cosa dici ma con chi lo dici. Contatto e condivisioni, sono parole chiavi.

Dominio e controllo della rete, è il futuro. Le caratteristiche della comunicazione sono forme brevi, esibizioni. Si parla con molti linguaggi. Si hanno molti canali diversi su cui vivere e comunicare. Contenuti generati dalla comunicazione. Ci vuole un supplemento di carità. In internet i soggetti non sono deboli e finti, sono testimoni non spettatori. Oggi notiamo una tendenza a mettersi in scena dei giovani su internet. Su internet quasi nulla si paga quasi nulla è gratuito. Bisogna credere e fidarsi degli altri ecco i rapporti sociali nella rete, si passa dall'interesse al soggetto. La chiave di tutto nel web è la logica Wiki è la condivisione paritaria della conoscenza. Incorporeità del web.2.0 ma dietro ci sono idee e anime.
Rete luogo di intermediazione, macromondo è cornice e strumento.
La rete è una forma di cittadinanza, la partecipazione non è usare ma è accesso è opportunità di fare un video. Imput sono dirette ai media l'utente porta i propri contenuti al mondo. C'è l'interazione il coinvolgimento affettivo, però il rischio è la solitudine. La partecipazione intesa come compartecipazione. Una chimera è la libertà digitale tutto in finale è gestito dalle grosse multinazionali della rete. Comunicazione cifra distintiva dei testimoni digitali. Logica della partecipazione costruire insieme. Facciamoci ibridare dalla logica Wiki. Bisogna parlare poco e dire molto. Abitare non è solo la nostra casa , la parrocchia ma abitare il mondo relazionale digitale.

Mario Calabresi direttore della Stampa, dice che i giornalisti hanno avuto paura di internet. È perdente chiudersi e rimanere fuori. Bisogna giocare la partita. Il 95% delle notizie viene dalla carta stampata. Esistono competenze che fanno la differenza.
Non si riescono a verificare il vero. Il verosimile incalza, tutto è veloce. Il ruolo dei giornalisti è di cogliere nel rumore di fondo c'é bisogno di chiave di lettura. Il giornale ti può dare delle certezze. Ti fa superare la paura. Bisogna dare il contesto. Non appiattirsi sui particolari, si perde il senso della realtà. Il giornalista non deve farsi guidare dalla rete. La rete è calda ma non ci facciamo sedurre. Nel giornalismo ci vogliono contesti e contenuti.
Ruggero Eugeni. Massmediologo Un. Cattolica Milano. Dice che siamo a disagio su i nuovi media. 1. Non c'é territorio, le relazioni che si auto costituiscono sono il luogo.
Le relazioni non sono focalizzate. Affettività non focalizzate ma diffuse su tanti fronti.
Il territorio, le istituzioni erano una garanzia. Le relazioni devono costruirsi luoghi. Cittadinanza paradossale, stranieri e parte in causa ecco internet.

Paolo Poverini. Semiologo Luiss Informare è responsabilizzare. La logica del social network è il passa parola.
Racconti virali macrocategoria, parola ambigua. Il virus contagia tutto, testi che nascono e poi si spengono. Metafora della patologia. Infezione è complessa. Viralità è uno scenario presente. Virus è passa parola.

Interessante l’intervento di Mons. Spataro che ha abbozzato una interpretazione ecclesiologica della rete. Sarebbe stato interessante sviluppare questa tematica che ci sembra veramente originale. La rete è immateriale è collegata al mondo spirituale, comunicare è termine vicino alla communio. Come con i santi noi comunichiamo attraverso il mezzo della preghiera così attraverso la rete i cibernetici si collegano ed entrano in comunione e relazione.

La sera del 22 aprile i convegnisti hanno avuto un dono particolare oserei dire unico. La visita di 2 ore alla Cappella Sistina. Un momento di estasi pura, immergersi in questi capolavori per cosi tanto tempo con le profonde spiegazioni del direttore dei musei vaticani ha trasformato la fatica del convegno in un momento di gioia infinita..Michelangelo, Raffaello, Pinturicchio, Botticelli, imprimevano nei nostri cuori la nostalgia dell’amore trinitario. sembrava di essere in paradiso, una full immersion di bellezza trascendente che rimarrà per sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Il convegno si è concluso all’aula Nervi in Vaticano con la partecipazione di più di 8000 testimoni digitali. Il debole della conclusione sono stati i relatori grandi autorità nel loro campo, vicedirettore della rai, direttore dell’avvenire e Padre Lombardi che nei loro interventi hanno parlato di tutto tranne che della rete…. Qui i testimoni digitali si sono veramente annoiati. Ha tirato su il morale la venuta del papa che ha portato un’ondata di entusiasmo, il discorso di papa Benedetto è stato breve incisivo e positivo.

Convegno importante però dobbiamo evidenziare un limite quello di troppa teoria e troppa poca esperienze, sembrava un convegno per gente che avevano un’infarinata del web non per gente esperte che testimoniano. Poi non ci sono stati dibattiti o domande cosa molto importante in convegni di alto livello. Non si è parlato per niente del vero fenomeno della rete che è youtube. Ma questi relatori hanno facebook? Possiamo concludere molti maestri pochi testimoni, anzi molti testimoni che non sono maestri.

Poche originalità e nessuna interpretazione teologicha e spirituale del web, sono mancati quelli sul campo, quelli in trincea digitale che raccontano la loro esperienza ecclesiale ed evangelica.








Questo è un articolo pubblicato il 25-04-2010 alle 18:37 sul giornale del 26 aprile 2010 - 637 letture

In questo articolo si parla di attualità, giacomo campanile, testimoni digitali





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