Santi Néreo e Achílleo martiri.

1' di lettura 11/05/2010 -

Nereo e Achilleo, secondo la tradizione riferita da Papa Damaso, erano due militari conquistati alla fede dalla testimonianza dei martiri cristiani. Decapitati a Roma sotto Diocleziano (304), furono sepolti nel cimitero di Domitilla sull'Ardeatina



Il documento più antico sui santi Nereo ed Achilleo, martiri romani, è l'epigrafe scritta in loro onore da papa San Damaso nel IV secolo. L'archeologo Giovanni Battista De Rossi nel XIX secolo ne ha rimesso insieme i frammenti: "I martiri Nereo e Achilleo si erano arruolati nell'esercito ed eseguivano gli ordini di un tiranno, ed erano sempre pronti, sotto la pressione della paura, ad obbedire alla sua volontà. O miracolo di fede! Improvvisamente cessò la loro furia, si convertirono, fuggirono dal campo del tiranno malvagio, gettarono via gli scudi, l'armatura e i giavellotti lordi di sangue. Confessando la fede di Cristo gioirono nell'unire la loro testimonianza al suo trionfo. Impariamo dalle parole di Damaso quali cose grandi opera la gloria di Cristo".
Erano pretoriani e che, improvvisamente, abbiano deciso di convertirsi al cristianesimo, pagando con il loro sangue la loro fede.
I loro "Acta" leggendari hanno ben poca credibilità e paiono essere stati scritti onde giustificare la presenza delle loro reliquie nel cimitero di Domitilla: a tal fine si cercò infatti di legare la vicenda del loro martirio a quella della santa nipote dell'imperatore Domiziano. Secondo tali resoconti furono esiliati insieme sull'isola di Terracina: Nereo ed Achilleo venero poi decapitati, mentre Domitilla fu arsa viva, essendosi rifiutata di sacrificare agli idoli.






Questo è un articolo pubblicato il 11-05-2010 alle 23:11 sul giornale del 12 maggio 2010 - 734 letture

In questo articolo si parla di giacomo campanile