Tagli d’artista: una storia lunga un secolo

4' di lettura 17/05/2010 -

In occasione della presentazione del grande soffitto “Ambiente spaziale con tagli” (gesso, sei tagli su fondo bianco, cm 400 x 814,3) che Lucio Fontana realizzò nel lontano 1960 per la casa di Milano dell’ing. Antonio Melandri, grande estimatore e amico dell’artista, la Galleria nazionale d’arte moderna ha voluto allestire, nei due saloni centrali, una scelta di capolavori appartenenti alle collezioni che, partendo dagli inizi del ‘900, sviluppano in un percorso esemplificativo della cultura del secolo i germi di una sfida che continua nel tempo.



L’intento non è solo di esaltare l’alto impegno creativo di Fontana, nel retro del soffitto lasciato a giorno si può vedere come l’artista lavorava, ma di correlare la sua arte che, unita ad un mecenatismo illuminato, ha portato prodotti riconosciuti nel mondo e ha spinto l’evoluzione di tutta l’arte del secolo.

Si parte dalla cultura secessionista di Klimt, ripresa dal divisionismo e poi dal futurismo di Balla, i cui tagli compositivi già preludono alle deflagranti aperture del secondo dopoguerra, per passare attraverso l’unicità delle preveggenze di Schwitters, alle certezze assolute di Mondrian, all’introspezione luminosa di Giacometti, allo sfondamento della materia di Moore, mantenendo costante una linea che in Italia parte da Boccioni, con i vuoti dell’Antigrazioso del 1912, e prosegue nelle masse bianche di Arturo Martini, fino ai vuoti del marmo di Adolfo Wildt, che di tutti fu maestro a Brera.

Nel secondo salone il soffitto è affiancato dal mobile di Calder, che già negli anni ’30 mise in movimento gli scacchi colorati di Mondrian per azzardare volatili equilibri di forme aperte, mentre dall’altra parte la Ricostruzione del Dinosauro bianco di Pascali conferma l’assunzione dei tagli come valore acquisito, tanto da farne strumento di costruzione di un imprevedibile “ready made”.

Nell’ala destra si sviluppa il momento culturale milanese ispirato da Fontana, riconoscibile negli aderenti al gruppo “Azimuth”, in cui il bianco diviene un dovere assoluto con Castellani e Manzoni, fino al comportamentalismo in bianco di Christo, al blu totale di Klein, alla creatività materica del veneto Turcato, al rigore intellettuale di Paolini. Nell’ala sinistra del salone si contrappone il “negativo” di Burri, che crea capolavori ugualmente dirompenti, con i “Gobbi”, i “Catrami”, i “Sacchi”, i “Ferri” e i “Cretti”, artista che per l’arte giovane romana rappresentò il vate di una nuova cultura di “nigredo”. Pascali, Tano Festa, Lo Savio, Accardi, Mochetti lo affiancano dando esempi di alta qualità e aprendo alla storia dell’arte italiana degli anni ’60 e ’70.

Informazioni tecniche

Titolo Tagli d’artista: una storia lunga un secolo

Date di apertura al pubblico 15 maggio 2010 – 7 gennaio 2011

Sede Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Viale delle Belle Arti 131, Roma

Ingresso per disabili: via Gramsci 73

Orari di apertura martedì - domenica dalle 8.30 alle 19.30

(la biglietteria chiude alle 18.45)

Chiusura il lunedì

Biglietti Intero 10 euro, ridotto 8 euro

Ridotto per i cittadini UE fra i 18 e 25 anni

Gratuità per i cittadini UE sotto i 18 e over 65 anni

Ai visitatori di Stati non facenti parte dell’UE si applicano

le disposizioni sull’ingresso gratuito a condizione di reciprocità

Informazioni tel. 06 32298221 - fax 06 3221579

www.gnam.beniculturali.it

Visite guidate 06 32298451

www.pierreci.it

Catalogo Electa






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2010 alle 22:45 sul giornale del 18 maggio 2010 - 694 letture

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