Dogana di Civitavecchia : L’impegno del Direttore Regionale del Lazio

2' di lettura 02/08/2010 -

Come Abbiamo più volte ribadito, il porto di Civitavecchia costituisce una delle realtà più importanti in ambito nazionale e nel prossimo futuro costituirà certamente un punto di riferimento dei traffici commerciali più interessanti del Paese. 



E proprio in tale realtà che il locale Ufficio delle Dogane andrà ad inserirsi come espressione di una realtà amministrativa di rilevanza nazionale, atteso l’interesse di portata economica e sociale che si connette con le attività di antifrode e sicurezza delle merci in importazione che quotidianamente vengono svolte dai funzionari dell’Ufficio doganale.

Sul punto, non possiamo che rammentare, ancora una volta, che tutte le attività svolte nell’interesse nazionale vengono espletate con uno sforzo a dir poco eroico tenuto conto dall’esiguo numero dei dipendenti che ivi esplicano con abnegazione e profondo senso di responsabilità la tutela della sicurezza e della salute di cittadini, malgrado la scarsa efficienza sia degli strumenti e sia dei locali attualmente adibiti ad uso doganale.

Confidiamo, comunque, negli impegni presi il giorno 29 luglio u.s. durante la riunione svoltasi tra le OO.SS. il Direttore Regionale per il Lazio e l’Umbria, Ing. Roberta de Robertis, per l’adeguamento dell’organico e l’adozione di ogni idonea misura atta a garantire, come detto, per il futuro prossimo la possibilità per l’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia di poter espletare in condizioni ottimali le attività esso attribuite di compiti istituzionali: tutela tributaria, tutela della salute, tutela della sicurezza.

In conclusione, vogliamo ricordare soltanto alcune delle iniziative intraprese negli ultimi tempi dall’Ufficio: nei giorni scorsi l’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia ha effettuato importanti sequestri nel corso di diverse operazioni quali, ad esempio sui Prodotti contraffatti: sequestro di un container proveniente dalla Cina con con 220.000 pezzi (porta oggetti), la merce recava fallace indicazione di origine (Made in Italy); e un altro sequestro di 360 cappelli di lana d’angora con il marchio “Giorgio Armani”, merce di origine e provenienza Cina.


da UIL - Agenzia delle Dogane
Segreteria Regionale Lazio




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2010 alle 13:48 sul giornale del 03 agosto 2010 - 1276 letture

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