Antiprostituzione: numeri in netto calo. Meno visibilità in strada

3' di lettura 10/11/2010 -

 

I numeri che emergono dal bilancio dell’attività antiprostituzione messa in atto dalla Questura senza sosta negli ultimi 3 mesi “parlano” di un dimezzamento delle presenze su strada.

Dall’ulteriore fotografia del fenomeno, che ha visto ancora una volta in campo gli agenti delle Volanti affiancati dalle psicologhe della Questura, si conferma lo spaccato emerso circa un mese fa.



Ancora una volta, tra le persone controllate prevale la nazionalità rumena. Si dimostrano meno visibili e con abiti meno succinti. Ma il dato più costante è la precarietà delle presenze nelle zone interessate dai controlli.

Sulla base dei questionari somministrati alle fermate infatti emerge che la gran parte di loro si dedicherebbe al meretricio con una frequenza di sue tre giorni a settimana.

Non hanno fornito invece indicazioni sul tipo di vita condotta al di fuori dell’attività legata al mondo della prostituzione.

Dal profilo tracciato dalle psicologhe sembra quasi che le donne vivano delle realtà parallele e a compartimenti stagni di cui non emerge nulla nemmeno nel corso dei colloqui informativi.

Non dichiarano vicende riconducibili allo sfruttamento, anche se le indagini della Squadra Mobile e dei Commissariati dimostrano comunque la sussistenza del fenomeno in alcuni casi.

Emerge con forza la libera determinazione delle donne a prostituirsi soprattutto per i significativi margini di guadagno legati all’attività.

Una delle donne ha dichiarato di riuscire a ricavare un considerevole guadagno dall’attività, al netto di una spesa mensile di circa 3.000,00 euro, di cui circa 1.500,00 per spese d’affitto, e l’altra metà per i costi legati agli spostamenti in taxi per raggiungere i luoghi in cui esercita il meretricio.

Dall’analisi degli elementi acquisiti dalle interviste sembrerebbe quasi che la maggior parte delle donne, soprattutto alla luce dell’attività del meretricio, ricorrono a quest’ultima “risorsa” per integrare i guadagni legati ad altre attività lavorative.

I guadagni vengono verosimilmente destinati ai congiunti in Romania, dove in genere le donne hanno bambini piccoli affidati alle famiglie di origine, mentre quasi nessuna avrebbe marito o compagni fissi. Anzi, in molti casi le stesse donne hanno riferito di avere alle spalle rapporti affettivi “finiti”.

I servizi, attuati con cadenza quotidiana, hanno visto le pattuglie delle Volanti e dei Commissariati impegnati ogni notte nel controllo delle aree maggiormente esposte al fenomeno.

La media è di circa 100 presenze, con picchi massimi che sfiorano le 150 unità, per poi decrescere fino alle 30 unità dell’ultimo periodo. Da un esame analitico dei dati si registra una maggiore concentrazione in molti casi nei giorni centrali della settimana, in particolare tra il giovedì ed il venerdì.

Nel corso dell’attività degli operatori della Questura, negli ultimi 30 giorni sono 30 i clienti sanzionati. Anche nella individuazione dei clienti, peraltro, le prostitute sostengono di “beneficiare” della facoltà di scelta.






Questo è un articolo pubblicato il 10-11-2010 alle 23:45 sul giornale del 11 novembre 2010 - 619 letture

In questo articolo si parla di prostituzione, roma

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