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Un attentato razzista il rogo che ha bruciato quattro bambini Rom

3' di lettura 13/02/2011 -

La dinamica della tragedia, le testimonianze della madre e di uno zio, i precedenti a Roma forniscono elementi sufficienti per prendere in seria considerazione la terribile ipotesi.



"Riteniamo che le scritte apparse ieri a Roma in via della Pisana e firmate con il segno della svastica potrebbero significare la rivendicazione da parte di neonazisti del rogo in cui hanno perso la vita i quattro bambini Rom romeni Fernando, Patrizia, Sebastian e Raul". Lo afferma in una nota inviata ad autorità e media il Gruppo EveryOne.

"La tragedia ci ha insospettiti fin da quando ne è stata data notizia dai media," spiegano gli attivisti umanitari, "in ragione del divampare così immediato e violento delle fiamme, che ha sorpreso e ucciso i piccoli senza dar loro il tempo di accorgersi dei prodromi del rogo e soprattutto del fumo causato dalla combustione di legno e plastica, il cui odore è acre e penetrante. Difficile pensare, inoltre, che alle otto e mezza di sera quattro bambini vivaci fossero già immersi in un sonno così profondo da non accorgersi del pericolo. Non conosciamo gli esiti dei rilevamenti effettuati dai vigili del fuoco e non sappiamo se le autorità considerino l'ipotesi di un attentato razzista, ma analizzando i dati diffusi dalle stesse autorità sembrerebbe trattarsi di un incendio scatenato da sostanze incendiarie".

EveryOne ricorda inoltre le dichiarazioni rese dalla madre e dallo zio dei bambini, divulgate da alcune agenzie stampa, ma sottovalutate sia dagli inquirenti che dai media. "Elena Moldovan, la madre dei piccoli," proseguono i difensori dei diritti umani, "ha chiesto alla polizia di indagare sulle cause dell'incendio. 'Voglio la verità,' ha detto. La donna, nonostante il dolore insopportabile della perdita, ricordava perfettamente alcuni particolari della tragedia e ha spiegato agli inquirenti che il braciere era esterno, lontano dalla baracca, mentre le candele all'interno erano spente. 'Non le avrei mai lasciate accese,' ha detto Elena, 'e quando rientrerò in Italia dai funerali, contatterò un avvocato per sporgere denuncia contro ignotii'."

Gli attivisti riportano anche la testimonianza oculare dello zio delle piccole vittime, che conferma le prime considerazioni legate alla dinamica dell'incendio: "C'é stata una fiammata altissima. La baracca ha preso fuoco in un paio di minuti. Non potevamo fare nulla. Non credo sia stato un incidente, forse l'incendio è stato provocato da qualcuno venuto all'esterno". Nella zona del dramma, molti cittadini ricordano ancora il rogo doloso che nel 2009 mandò in fiamme migliaia di autovetture. Ci sembra che vi siano abbastanza elementi per riaprire le indagini, nel caso siano state frettolosamente chiuse, tanto più dopo la comparsa delle scritte in via della Pisana, dove una mano ha scritto '-4 Rom' e ha fornito agli inquirenti, tracciando la croce uncinata, anche una nuova pista da seguire".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2011 alle 16:22 sul giornale del 14 febbraio 2011 - 1641 letture

In questo articolo si parla di politica, roma, rom, Gruppo EveryOne

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