Droga. DePalo - Maccaro: 'Marcia marijuana libera, uso strumentale dei giovani'

2' di lettura 07/05/2012 - «È incredibile osservare, per le strade della nostra città, l’uso strumentale che viene fatto dei più giovani attraverso la promozione di slogan che incitano alla legalizzazione di marijuana, cannabis e hashish. Una manifestazione che ha il solo scopo di aumentare il consenso elettorale, anziché ribadire ciò che sostengono tutti i ricercatori e gli scienziati: la droga, tutta la droga, fa male».

Lo dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, in merito alla ‘Million Marijuana March’, manifestazione organizzata da SEL con lo scopo, tra l’altro, di chiedere la legalizzazione della marijuana e la libertà di coltivazione della cannabis.

«Non so se è più comico o drammatico - prosegue l’Assessore capitolino - apprendere che un partito politico abbia promosso un’iniziativa per chiedere che la cannabis divenga ‘patrimonio dell’umanità’ e che sponsorizza sostanze altamente tossiche per il cervello e la salute umana mettendo in bocca ai ragazzi slogan senza senso. La politica tutta, come primo e fondamentale compito ha e deve sempre avere la promozione del bene comune dei cittadini. Quindi, dovrebbe rimanere al di fuori del dibattito sulla legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Piuttosto, è urgente rinsaldare l’alleanza tra Istituzioni, famiglie e giovani per combattere il dramma dell’utilizzo di stupefacenti attraverso l’educazione, portando a conoscenza delle nuove generazioni gli effetti devastanti per il corpo umano».

«Manifestazioni come quella odierna - sottolinea Luigi Maccaro, presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze - dimostrano che anni di attenzione a senso unico sulla riduzione del danno hanno creato pericolose crepe sul fronte della prevenzione rispetto all’uso degli stupefacenti. Se, infatti, davvero fossero state scoperte e accertate dalla scienza inedite e importanti doti terapeutiche derivanti dall’uso della cannabis, oggi in giro per Roma ci sarebbero centinaia di medici e di ricercatori e non ragazzi che inneggiano allo spinello libero. La legalizzazione porterebbe solo a un aumento dei consumi, come ampiamente dimostrato per l’alcol e il tabacco. La droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun modo considerato un diritto individuale. È demagogico e ipocrita scaricare sullo Stato responsabilità, quali il comportamento di acquisto, che sono soprattutto del singolo e, per fortuna, solo di una piccola minoranza di cittadini. La stragrande maggioranza degli italiani non usa droghe e non pensa che legalizzare tale uso sia serio, soprattutto per un Ente che deve proteggere la salute ed educare i propri giovani a valori e stili di vita sani e nel rispetto della legalità. Se ne sono accorti persino in Olanda, dove stanno facendo marcia indietro sul fronte della vendita libera della cannabis: hanno compreso che lo Stato non può farsi complice degli spacciatori nel drogare i propri cittadini».






Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2012 alle 07:51 sul giornale del 08 maggio 2012 - 1160 letture

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