Concerto, E il settimo angelo suonò. i più celebri Dies irae di ogni tempo

1' di lettura 14/11/2012 - Basilica di San Pietro in Vincoli - 18 novembre 2012 - ore 19.00 Orchestra e Coro della Filarmonica Prenestina diretti dal M° Paolo Falconi

Il "Requiem" rappresenta per ogni compositore il momento più alto della sua "produzione musicale" e il Dies irae è senz'altro un passaggio di grande pathos. La sensazione che il Giudizio universale sia un evento inevitabile, e anzi quasi prossimo, viene rafforzata nel testo, e quindi dal coro, dall'uso di alcune forme verbali; la più importante di queste forme è il participio futuro, con cui la lingua latina suggerisce l'imminenza di un'azione o la sua inevitabilità («est futurus» ed «est venturus» sono , infatti, espressioni semanticamente assai più dense dei corrispondenti futuri semplici «erit» e «veniet»). Il latino di questo testo è, comunque, nel suo complesso molto semplice e caratterizzato da una scelta lessicale essenziale.

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Prima parte

Antonín Leopold Dvořák (1841-1904)

dal Requiem op. 89

Heinrich Ignaz Franz Biber (1644-1704)

dal Requiem in Fa minore

Antonio Salieri (1750-1825)

dal Requiem in Do minore

Domenico Gaetano Maria Donizetti (1797-1848)

dalla Messa di Requiem in Re minore per la morte di Vincenzo Bellini

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

dalla Messa di Requiem in Re minore K626

http://www.ilsettimoangelo.it/html/concerto.html








Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2012 alle 21:20 sul giornale del 15 novembre 2012 - 954 letture

In questo articolo si parla di attualità, giacomo campanile, Dies irae

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