Un salto nel passato alle Catacombe di San Callisto a Roma

4' di lettura 19/12/2014 - Un posto magico, una visita piacevole e interessante grazie alla presenza di guide competenti, che consente di immergersi negli ambienti di duemila anni fa. Sono le Catacombe di San Callisto, tra le più grandi e importanti di Roma.

Tutti conoscono i monumenti di Roma, pezzi della storia non solo d’Italia, ma dell’intera Europa: il Colosseo, Piazza San Pietro con la Basilica, i Fori Imperiali. Basta però spostarsi di poco dal centro della capitale per scoprire luoghi altrettanto magici e ricchi di attrattiva, come le Catacombe di San Callisto, che occupano un'area di 15 ettari e contano quasi 20 chilometri di gallerie sotterranee, che scendono anche a 20 metri di profondità e si diramano su quattro o cinque livelli.

Iniziamo dalle informazioni utili: come detto, il complesso sorge non distante dal centro della città, lungo la Via Appia, dopo la chiesa del "Quo Vadis?". Se avete prenotato un hotel a Roma, approfittando magari di una delle tante offerte presenti su Expedia, potrete raggiungerle facilmente con i mezzi pubblici (per maggiori info, cliccate qui: ATAC), con la linea 218 per quanti prendono la Metro A (interscambio a Piazza di San Giovanni in Laterano) o con la linea 118 per chi utilizza la Metro B (fermata Circo Massimo per cambiare mezzo). Le Catacombe di S. Callisto sono aperte tutto l’anno, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, con giorno di chiusura al mercoledì e in occasione del 25 dicembre, 1 gennaio e della domenica di Pasqua. È prevista inoltre una pausa invernale nel periodo 29 gennaio - 25 febbraio 2015. La visita guidata – obbligatoria – si effettua a piccoli gruppi, è disponibile anche in altre lingue e consente di visitare l’intero complesso in meno di un’ora, senza tralasciare alcun punto di interesse.

Una volta raggiunto il sito, vi troverete di fronte un’area vastissima, che rappresenta il primo cimitero di proprietà della Chiesa di Roma, utilizzato come luogo di sepoltura sin dal secondo secolo dopo Cristo e intitolato al diacono San Callisto, che fu preposto da Papa Zefirino all'amministrazione del cimitero stesso.

In questa fittissima rete di scavi trovarono sepoltura più di mezzo milione di cristiani, tra cui decine di martiri e soprattutto sedici pontefici, tanto chela Cripta dei Papi – il luogo più sacro e importante delle Catacombe, nonché uno dei nuclei originari – viene definito anche “il piccolo Vaticano”, proprio perché ospita i resti di nove Papi e 8 dignitari della Chiesa cristiana dei primordi. Lungo le pareti di questa Cripta è inoltre possibile leggere le iscrizioni originali in greco di 5 papi (nel dettaglio, di Ponziano, Antero, Fabiano, Lucio I ed Eutichiano).

Altro luogo denso di fascino è la Cripta di Santa Cecilia, la ragazza di nobile famiglia che subì il martirio nel terzo secolo (e divenne in seguito patrona della musica), le cui reliquie in realtà furono rimosse da papa Pasquale I nell'821 e trasportate nella basilica a lei dedicata nella zona di Trastevere. Qui si possono ammirare alcuni affreschi risalenti agli inizi del nono secolo, che raffigurano la Santa in preghiera, il busto del Redentore che regge in mano il Vangelo e papa Urbano I, mentre la Statua di Santa Cecilia è una copia dell’opera del Maderno, scolpita nel 1599.

Una serie di grandi gallerie piene di loculi conduce a cinque stanze chiamate cubicoli dei Sacramenti, che conservano ancora oggi affreschi della prima metà del III secolo che simboleggiano il battesimo, l'eucaristia e la resurrezione della carne (attraverso la raffigurazione del profeta Giona).

Ovviamente, dipinti lungo le pareti o incisi sulle lastre di marmo che sigillavano le tombe non mancano i simboli tradizionali che i primi cristiani utilizzavano per richiamare alla propria fede, non potendola professare apertamente: i principali sono il Buon Pastore con la pecora sulle spalle (che fa riferimento a Gesù Salvatore), il monogramma di Cristo (formato dalle due lettere greche Chi e Ro intrecciate), il pesce (le cui iniziali componevano l’acrostico “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”) e l’orante (una figura con le braccia aperte che rappresenta l’anima già in pace divina).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2014 alle 16:43 sul giornale del 20 dicembre 2014 - 1721 letture

In questo articolo si parla di cultura, catacombe di san callisto, Angelo Vargiu

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