Al 74° Congresso nazionale della SIAARTI, emergono dati piu' sicuri sulla pericolosità del Covid-19 in età neonatale e pediatrica

3' di lettura 20/10/2020 - Una delle sessioni più rilevanti del secondo weekend, a Roma, del 74° Congresso nazionale della SIAARTI, Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, è stata quella sul tema – da tempo dibattuto nella comunità scientifica, con opinioni tra loro assai diverse - dell'impatto del COVID-19 sulle emergenze pediatriche e neonatali.

“Sin dalle prime fasi della pandemia sia le famiglie che le autorità sanitarie ed i caregivers si sono preoccupati di quanto i bambini sarebbero stati colpiti dall’infezione da Covid-19, e soprattutto di quale gravità sarebbe stata l’infezione nel soggetto in età pediatrica”, precisa, in un comunicato ufficiale della SIAARTI, il prof. Giorgio Conti, direttore della UOC Terapia Intensiva Pediatrica e Trauma Center Pediatrico del Policlinico Gemelli di Roma. “Fortunatamente, già dai primi studi (realizzati in Cina e confermati da numerosi studi successivi in Europa ed USA) è apparso evidente come i bambini e gli adolescenti colpiti, oltre ad essere molto spesso asintomatici, presentino una suscettibilità all'infezione pari a meno della metà rispetto agli adulti. Le evidenze scientifiche disponibili indicano come nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesti con un andamento clinico più favorevole rispetto all’adulto. I bambini hanno infatti una letalità decisamente inferiore rispetto agli adulti, che si aggira intorno allo 0,06% nella fascia di età 0-15 anni”.

Tuttavia, è stata ancora la precisazione del prof. Conti, anche se i sintomi del Covid-19 nei più piccoli sono spesso assenti o lievi, l’infezione in alcuni casi può comportare lo sviluppo di complicanze o forme cliniche peculiari e potenzialmente molto gravi: come la sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica, che, soprattutto in NordEuropa ed USA, è stata caratterizzata "da gravi complicanze e mortalità non negligibile, richiedendo di norma il ricovero in Terapia Intensiva Pediatrica…Per tutti questi motivi, anche alla luce di un probabile aumento della circolazione virale nel mondo pediatrico, correlata almeno in parte anche con la riapertura delle attività scolastiche, la SIAARTI non poteva escludere un argomento di così grande interesse sociosanitario dai trending topics del suo 74° Congresso Nazionale”.

Ma possiamo dunque provare a dire "cosa abbiamo imparato e cosa dobbiamo imparare", in periodo emergenziale, sul trattamento accurato dei pazienti più piccoli? Su queste domande si è concentrato l'intervento del professor Daniele De Luca, Direttore della divisione di Neonatologia presso l'università Paris-Saclay e Presidente eletto della Società europea di terapia intensiva pediatrica e neonatale. “Oggi – ha sottolineato - sappiamo con certezza che il COVID pediatrico esiste eccome, ed altrettanto persino quello neonatale. Certamente le forme gravi/critiche sono meno frequenti che nell’adulto, ma esistono e si manifestano con gli stessi coinvolgimenti organici, cioè soprattutto insufficienza respiratoria, ma anche manifestazioni neurologiche gravi e cardiovascolari. E' interessante notare come queste manifestazioni si ritrovino a tutte le età”, in definitiva. Prosegue il professore: “Abbiamo poi imparato che la trasmissione verticale (da madre a neonato) esiste, e questa – che era una trasmissione negata inizialmente – oggi rappresenta il 30% delle infezioni neonatali (i nostri lavori a Parigi l’ hanno dimostrato)… Per concludere direi che ciò che abbiamo imparato maggiormente è la necessità di una grande prudenza sia nelle affermazioni che nella presa in carico dei pazienti”. Per tutti questi motivi, ha concluso De Luca, il varo di “un registro internazionale – EPICENTRE ESPNIC - è stato lanciato dalla European Society for Pediatric and Neonatal Intensive Care, al fine di rispondere a queste domande e avere dati epidemiologici certi sulla malattia in età pediatrica e neonatale. Oltre 100 centri nel mondo vi stanno partecipando e speriamo di avere presto dati conclusivi”.







Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2020 alle 12:43 sul giornale del 21 ottobre 2020 - 206 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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