Vella (Università Cattolica di Roma): il futuro dell'oncologia, e di tutta la medicina, passa dalla riorganizzazione territoriale della sanità

3' di lettura 22/10/2020 - Se il contesto emergenziale legato al Covid-19 ci ha insegnato qualcosa, concordano gli esperti, e' che il il vero futuro del sistema sanitario sono le cure territoriali. Si tratta, allora, di ridefinire l'assistenza oncologica (e, piu’ in generale, tuttp il sistema dell’assistenza sanitaria) al di fuori delle mura ospedaliere, sul territorio: e utilizzando sempre piu' le nuove tecnologie a disposizione, per una migliore qualita' della vita dei pazienti.

E' questo, in estrema sintesi, quanto emerso il 22 ottobre nel corso di un convegno online sul tema “Oncologia del territorio”, promosso, a Roma, dall'Osservatorio Sanita' e Salute, in collaborazione con Cittadinanzattiva, e con il patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). Responsabile scientifico del convegno, svoltosi in diretta streaming sulla pagina Facebook dell'Osservatorio, il professor Stefano Vella, dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e rappresentante italiano nel Programma quadro europeo per la ricerca 2021-2027

"L'epidemia da Covid-19 ha messo in evidenza alcune mancanze della nostra organizzazione sanitaria, prima di tutto il fatto che la medicina del territorio e’ stata abbandonata per molto tempo”, ha detto Vella all’agenzia stampa “Dire”. Voglio ricordare che nei primi cinque mesi del 2020 in Italia sono stati eseguiti un milione e mezzo di esami di screening per i tumori in meno, e che durante il lockdown, secondo alcune stime, sono stati rimandati circa 410mila interventi chirurgici, per il 'dirottamento' di anestesisti verso i reparti Covid. E' arrivato allora il momento di ripensare alle modalita' con cui gestire alcune malattie: in questo caso parliamo di cancro, ma il discorso vale per tutte le patologie croniche. Servono piu' cure sul territorio e meno in ospedale”, ha sottolineato: “che dovrebbe essere la localita' delle cure intensive, mentre per troppo tempo ha gestito anche le cronicita'.

Vella non ha dubbi sul fatto che le cure territoriali sono "il futuro del sistema sanitario. E lo abbiamo visto anche con il Covid”, ha spiegato ancora alla Dire l'ex presidente di AIFA; “abbiamo capito che il virus va affrontato sul territorio e non in ospedale”. In effetti, l’emergenza da Covid-19 è stata affrontata meglio in quelle regioni dove la rete territoriale della sanità non è stata smantellata, o conunque ridimensionata, a favore della sanità in convenzione (spesso, purtroppo, punto d’incontro di interessi poco puliti);come, ad esempio, in Veneto, dove infatti non si è ripetuto il disastro della Lombardia. “Nei mesi scorsi – ha ricordato ancora Vella - l'inevitabile catastrofe a cui siamo andati incontro e' stata dovuta al fatto che tutti i pazienti Covid (e non solo quelli con i sintomi) si sono riversati negli ospedali, quando molti potevano essere gestiti dal territorio".

La proposta di soluzione dell'esperto, insomma, e' trasferire sempre di piu' le cure oncologiche sul territorio. "Molte Regioni, tra cui il Piemonte, gia' l'hanno fatto- ha sottolineato Vella- e ci sono tanti esempi positivi in questo senso. Il territorio e' senz'altro il futuro, per decongestionare gli
ospedali e sgrossare il loro lavoro, rendendo allo stesso tempo piu' semplice la vita dei pazienti". Per riorganizzare questa nuova sanita' "ci vorra' del tempo", ma bisogna considerare che "abbiamo gia' a disposizione i medici di famiglia, i distretti e le nuove tecnologie come telemedicina e telemonitoraggio", ha aggiunto l'esperto. “Questi sono i primi passi di una nuova sanità: ora bisogna capire velocemente come realizzarla".






Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2020 alle 23:46 sul giornale del 23 ottobre 2020 - 149 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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