Alla Galleria Sciarra, "Jazz tra America e Italia”, altra serata culturale all'aperto del teatro "Quirino"

2' di lettura 26/10/2020 - "Jazz tra America e Italia”. Questo il tema della nuova serata di sabato scorso, 24 ottobre, alla Galleria Sciarra, nel quadro del programma di manifestazioni “Il teatro in galleria”: con cui il "Quirino", teatro tra i piu’ antichi della capitale, dai primi di settembre ha intrattenuto gli spettatori con serate centrate sul binomio cultura- gastronomia.

Un pubblico qualificato, fatto soprattutto di appassionati d’arte e cultura musicale, gustando la cena preparata dal ristorante “Angolo Sciarra” col supporto di “Quirino Food", ha assistito il 24 sera, nell'originalissimo ambiente liberty della Galleria Sciarra, all'esibizione del "Francesco Centarrì quartet". Un affiatatissimo quartetto di giovani musicisti - Francesco Centarrì voce, Luccio Nicolosi al pianoforte, Salvo Beffumo al contrabbasso, Angelo Celso alla batteria - che ha guidato gli spettatori lungo i sentieri affascinanti del jazz, tra America ed Europa, su un ideale ponte attraverso l' Oceano.

Centarrì, classe 1984, siciliano di Lentini, inizia la sua formazione musicale studiando canto con l’insegnante Nobuko Izawa e teoria musicale con Daniele Scirè. Prosegue la sua formazione vocale con particolare attenzione al jazz, blues e soul: attualmente, oltre a svolgere attività concertistica ed essere impegnato nel progetto internazionale “Brasil & Jazz Vocal Sessions”, si occupa, insieme al maestro Scirè, dell’aspetto vocale della corale ‘”Simphonia Choir”.

Alla Galleria Sciarra, Centarrì e gli altri membri del quartetto hanno letteralmente incantato il pubblico, suonando prima brani di "big" del jazz americano (Billy Holliday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Luis Armstrong, Duke Ellington). Poi, proponendo una serie di pezzi storici della nostra musica "leggera" i cui autori (da Gino Paoli a Fabrizio De Andrè e Bruno Martino) si sono divertiti, in passato, a reinterpetare in chiave jazz. Ascoltare capolavori come "Il cielo in una stanza" o "La canzone di Marinella", e brani non meno famosi come "Senza fine" e "...E penso a te" in arrangiamenti jazz ha generato emozioni davvero particolari: all'insegna - ha sottolineato Centarrì - di una "contaminatio" tra generi artistici di stampo plautino, e nel senso migliore del termine.

"Nuovo DPCM permettendo", "Il teatro in galleria" è in programma sino al 31 ottobre (con la serata dedicata alla musica argentina): un progetto dal bilancio davvero positivo che è stato possibile organizzare grazie anzitutto a un accordo tra il Quirino e l'ANAC, l'Autorità Nazionale Anticorruzione (che ha sede proprio negli edifici della Galleria Sciarra in Via Marco Minghetti).






Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2020 alle 08:20 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 361 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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